L’Esecutivo spiega di aver regolarmente affidato l’incarico a una ditta di Lugano, già fornitore da tempo della Città. Cosa ci faceva quindi il furgoncino targato Italia sul posto? “Incaricato dalla ditta in questione”

LUGANO – Nessuna commessa a padroncini. Pronta la risposta del Municipio di Lugano con cui ‘smonta’ la denuncia fatta dal PPD ieri in cui segnalava la presenza di un furgoncino con targhe italiane che scaricava materiale destinato ai lavori nell’ex casa comunale di Valcolla.
“La commessa per la fornitura di scaffalature all’ex Casa comunale di Valcolla - chiarisce l’Esecutivo luganese in un una nota odierna – è stata regolarmente deliberata dal Municipio a una ditta di Lugano, già fornitore da tempo della Città. Non corrisponde quindi al vero la notizia secondo cui la Città avrebbe fatto capo a padroncini”.
Dopo una dettagliata spiegazione dei motivi dei lavori nell’edificio (“L’ex Casa Comunale di Maglio di Colla è stata identificata come luogo ideale per riunire e conservare gli archivi dei quartieri di Cimadera, Bogno e Certara”, con gli interventi del caso che ne sono seguiti), il Municipio chiarisce che “la commessa rientra nei limiti dell'incarico diretto e ha seguito la procedura regolare definita dalla Legge sulle Commesse Pubbliche. Sono state chieste offerte a due ditte del settore e il miglior offerente è stata la ditta Chiodoni Luigi SA di Lugano, che ha vinto la delibera per la fornitura delle scaffalature a un importo di 8'500 franchi”.
Ma, a cosa si deve quindi la presenza dei padroncini denunciata dal PPD? Il Municipio fornisce infine spiegazioni anche su questo punto, centrale per altro. “La presenza di un veicolo con targhe italiane sul luogo della fornitura – scrive – è stata oggi spiegata dalla ditta Chiodoni. A causa del peso e del carico, il trasporto con il veicolo della ditta luganese avrebbe comportato due viaggi. La Chiodoni ha quindi incaricato, e se ne assume la responsabilità, una ditta esterna di effettuare il trasporto, scarico, fornitura e montaggio del materiale che sono avvenuti con il personale impiegato da lunghi anni nella ditta Chiodoni”.