CRONACA
Respinta richiesta d’asilo di una donna russa: “La sua omosessualità non la mette in pericolo”
La richiedente aveva motivato la necessità di restare in Ticino con i timori per un suo rientro in patria a causa del suo orientamento sessuale, raccontando di esser stata aggredita e di aver perso il lavoro in quanto lesbica

LUGANO – Respinta la richiesta di asilo da parte di una donna russa: aveva motivato la necessità di restare in Ticino, dove risiede d ameno di un anno, con i timori delle conseguenze di un suo rientro in patria a causa del suo orientamento sessuale. Lo riporta il Corriere del Ticino.

La donna, patrocinata dal lic. Iur. Mario Amato, aveva infatti raccontato di esser fuggita dalla Russia perché “aggredita e minacciata da due sconosciuti nel suo appartamento ed in seguito licenziata” a causa della sua omosessualità.

Una versione che non ha convinto il Tribunale amministrativo federale, che ha quindi respinto il ricorso inoltrato contro la decisione negativa sulla domanda d’asilo emessa il 27 marzo scorso dall’Ufficio federale della migrazione (UFM).

Secondo quest’ultimo, e con la sua sentenza del 12 settembre (pubblicata ieri), anche secondo il Tribunale federale, il racconto della donna non è credibile. Per i giudici del TF infatti la richiedente sarebbe stata in realtà licenziata per le sue frequenti assenze dal lavoro e non per il suo orientamento sessuale.

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