CRONACA
Scoperta coltivazione indoor a Soazza da 4mila piantine, ma lì dovevano esserci solo dei computer
Il proprietario, un 43enne svizzero tedesco residente in Ticino, aveva affittato la struttura in qualità di responsabile di una società informatica, espediente con cui dal 2013 era riuscito a motivare l’alto consumo di elettricità senza causare sospetti

SOAZZA – Una piantagione indoor da ben 4mila piantina quella scoperta, praticamente per caso, lunedì dalla polizia grigionese, di cui oggi il Corriere del Ticino svela i retroscena.

Seguendo un popolare motivetto si potrebbe dire che là dove c’era l’erba, avrebbero dovuto esserci… dei computer. Questo il motivo per cui nessuno si è insospettito di fronte al grande uso di corrente elettrica che veniva fatto in quella baracca isolata nei pressi del campo di calcio di Soazza.

Come rivela il CdT infatti, il proprietario della piantagione, un 43enne svizzero tedesco residente in Ticino, aveva preso in affitto l’edificio nel 2013 in qualità di responsabile di una società informatica: nella capanna dovevano esservi quindi dei pc collegati ai server. Per l’Azienda elettrica perciò nessuna sorpresa di fronte all’elevato consumo elettrico, dando per scontato che servisse ad alimentare i computer. Tanto più che l’uomo ha sempre saldato regolarmente le fatture.

Il consumo invece era quello delle luci necessarie a far crescere ed essiccare l’erba. La scoperta però, si diceva, è stata fatta in modo fortuito. Alle dipendenze della piantagione vi era un 40enne italiano in cui gli inquirenti si sono imbattuti praticamente per caso trovandolo privo del regolare permesso di lavoro. Vengono quindi avviati i controlli di routine e gli agenti scoprono nella baracca le 4mila piantine.

“Dai primi risultati delle indagini è emerso che dall’agosto dello scorso anno sono stati venduti parecchi chili di piantine di canapa essicata”, hanno specificato in un comunicato congiunto polizia cantonale e Ministero pubblico retico.

Il 43enne e il suo dipendente sono stati quindi denunciati al Ministero pubblico. nella struttura inoltre è stato anche sequestrato un fucile con silenziatore carico. Mentre le 4mila piantine sono state distrutte.

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