CRONACA
MasterChef alla ticinese, parte seconda: "Noi politici e la passione per vino e cucina”
Da Lorenzo Quadri a Marco Romano, da Gabriele Pinoja a Henrik Bang, da Roberta Pantani a Christian Vitta, ecco come se la cavano ai fornelli i nostri rappresentanti e cosa pensano dell’enogastronomia

LUGANO - Che rapporti avete con la cucina? Vi dilettate ai fornelli o lasciare fare ad altri? Se siete un po’ chef, qual è la vostra specialità? E il vostro piatto preferito? Qual é vostro ristorante o grotto del cuore? C’è un vino ticinese che amate più di altri? Se sì, quale? Ritenete che l’enogastronomia sia ancora poco considerata dalla politica? Sono le domande che il portale viedelgusto.ch ha posto ad alcuni politici, cantonali, comunali e federali.

Hanno risposto tutti senza tirarsi indietro. E siccome le risposte sono molte, abbiamo diviso questo articolo in due parti. Ecco la seconda. (Per la prima parte clicca qui)

Leggi l'intero articolo, con le specialità, i vini e i ristoranti preferiti su viedelgusto.ch

Alcuni politici hanno risposto brevemente, come il municipale di Lugano Lorenzo Quadri, responsabile del Dicastero del turismo, che ha puntato l’attenzione sull’importanza dell’enogastronomia. Pur ammettendo di non essere un grande buongustaio.

Lorenzo Quadri, consigliere nazionale

Il settore dell'enogastronomia è sicuramente da sviluppare, vista anche la sua crescente valenza turistica. Sempre più il turista vuole includere nel suo programma non solo la visita di luoghi, eventi, eccetera, ma vuole conoscere anche le peculiarità gastronomiche della destinazione, che sono parte della cultura e della tradizione locale. È importante dunque integrare in appositi pacchetti turistici tutte le componenti del territorio, compresa l'enogastronomia. Per quel che riguarda Lugano, il filone è in gran parte da sviluppare. Negli ultimi anni sono nati interessanti eventi che hanno conosciuto un ottimo riscontro di pubblico ed anche mediatico. L'enogastronomia è inoltre un ottimo pretesto per avvicinare anche la popolazione residente al territorio ed ai progetti che lo concernono. Il successo delle rassegne gastronomiche a chilometro zero ben dimostra che anche i ticinesi sono interessati a riscoprire sapori e ricette dei nostri avi.

Marco Romano

“Non sono un grande cuoco ma un buon ospite. Volete cucinare da me?”

Buon cibo e buon vino mi fanno stare bene. Chiudono giornate intense. Sono occasione di incontro e di amicizia. Permettono di “accompagnare” anche discussioni importanti. Non sono un grande cuoco, ma un buon ospite e/o cliente. Io ci metto vino e spazi (cantina a Mendrisio), ogni “chef non professionista” è benvenuto. Troppo seri astenersi.

“Più attenzione ai prodotti locali”

Penso che in generale tutto il Ticino possa consumare e apprezzare in misura maggiore prodotti – cibo e vino – locali. Vengono ancora troppo snobbati. Riprendendo un vecchio adagio popolare… “cibo e vino…dei paesi tuoi”.

Henrik Bang, deputato

“Con la cucina ho un legame d’amicizia”

Considerato il mio peso a tre cifre direi che con la cucina e il cibo ho un forte legame di amicizia. Amo dilettarmi ai fornelli anche se spesso il tempo è tiranno.

 “L’enogastronomia ha un potenziale turistico”

L’enogastronomia ha un notevole potenziale turistico. Anche per questo è importante essere a EXPO 2015 altrimenti chi porta i giapponesi e cinesi nelle nostre cantine, nei nostri ristoranti, nei nostri grotti e a spasso per i nostri bellissimi paesaggi?

Roberta Pantani, consigliera nazionale

“Meglio al ristorante che ai fornelli”

Il mio rapporto con la cucina è discontinuo: non posso dire che mi dispiaccia far da mangiare, ma tutto dipende sempre dal momento, dal tempo a disposizione e dalla voglia di fare. Come per altre cose, se mi impegno, i risultati arrivano. Ma la cucina non è oggi tra le mie attività preferite, preferisco di gran lunga uscire a cena.

“Più che dalla politica l’enogastronomia va considerata dal turismo”

Più che dalla politica, l’enogastronomia andrebbe considerata maggiormente dal turismo. Il Ticino ha eccellenti ristoranti, eccellenti vini e eccellenti ingredienti: si potrebbe puntare di più come destinazione turistica eno-gastronomica. Le famose “strade del gusto” andrebbero promosse di più e meglio. Ciò che potrebbe fare la politica invece, è pensare ad una protezione del “Ticino”: una specie di “denominazione di origine controllata” a vantaggio di tutti (produttori, ristoratori, commercianti e consumatori).

Davide Giovannacci, municipale Locarno

“Più ospite che chef, ma le grigliate…”

Io in cucina? Direi che ho altre virtù. Ma sono un buon ospite. Però, come ogni buon svizzero sono sicuro ai aver scoperto la formula segreta per la perfetta carne alla griglia.

“Enogastronomia come occasione di incontro”

Non penso che la politica snobbi l’enogastronomia. Credo ci sia una crescente attenzione a questo settore. Anche perché davanti a un buon piatto e a un buon bicchiere di vino si risolvono più facilmente i problemi.

Christian Vitta, deputato

“La cucina la lascio a mia moglie, ma la griglia…”

In generale in cucina lascio fare a mia moglie. D'estate però mi piace mettermi ai ferri per una bella grigliata. Questa attività piace molto anche al mio figlio più piccolo, che è sempre felicissimo di aiutarmi.

“L’attenzione per l’enogastronomia cresce”

In generale credo che vi sia una crescente sensibilizzazione della politica nei confronti dei temi riguardanti questo settore che rappresenta una delle eccellenze del cantone ed è molto importante nell'ambito dello sviluppo del turismo e del commercio.

Gabriele Pinoja, presidente UDC

“Manzo che passione!”

La mia specialità è il filetto di manzo al sale e il mio piatto preferito è la tagliata di manzo.

“All’enogastronomia dobbiamo dare più attenzione”

L'enogastronomia non è abbastanza considerata dalla politica. E' una fonte di reddito importante al pari di tutti i fattori che sostengono il turismo. Si dovrebbe fare di più, togliendo vincoli inutili (per esempio orari apertura) o dazi eccessivi sulle merci.

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