CRONACA
Il processo degli orrori: “Andavo da loro quando avevo voglia e ne abusavo”
Nel pomeriggio sono stati ricostruiti i centinaia e centinaia di abusi commessi soprattutto sulle due figlie della ex compagna del 35enne reo confesso, che ha costretto le piccole a rapporti completi e ad atti sessuali di ogni tipo

LUGANO – È terminata la prima giornata di quello che non si può definire in altro modo che il ‘processo degli orrori’. Centinaia e centinaia gli abusi commessi soprattutto sulle due figlie della ex compagna del 35enne reo confesso, che ha costretto le piccole a rapporti completi e ad atti sessuali di ogni tipo.

Un orrore senza fine che si è ripetuto dal 2010 a poco prima del suo arresto, avvenuto nell’ottobre 2013.  E cominciato, ha raccontato l’uomo interrogato a proposito dalla giudice Rosa Item, grattandosi le parti intime per attirare l’attenzione di una delle vittime. Lei, come la sorellina, venivano poi assoggettate al suo volere (“Quando ne avevo voglia ne abusavo”, ha dichiarato alla Corte): guardavano video porno con lui e dovevano poi soddisfare le sue perversioni. “Se parlate la mamma mi lascia e vado in prigione”, diceva loro per obbligarle al silenzio, come riporta la RSI.

L’uomo, già condannato in passato per atti sessuali con minori e molestie, ha poi detto di non sapersi spiegare il perché delle sue azioni, aggiungendo di aver subito lui stesso abusi durante l’infanzia.

Vittima di violenze sessuali da bambina anche la seconda imputata, la prostituta colombiana accusata di aver preso parte in almeno quattro occasioni, dietro pagamento, agli abusi. La donna ha raccontato di aver conosciuto il 35enne su un sito di incontri on line e, dopo un unico rapporto sessuale, di esser stata coinvolta dall’uomo nelle violenze su una delle due piccole.

La parola passerà domani ai periti e a procuratore pubblico e avvocati per la requisitoria e l’arringa difensiva. La sentenza della Corte, inizialmente attesa per venerdì, potrebbe slittare a lunedì.

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