CRONACA
"Voglio ospitare gratis i profughi siriani. Ma sono 8 mesi che aspetto una risposta dal Cantone"
La storia del luganese Marco Trevisani che da tempo vuole mettere gratuitamente a disposizione un appartamento ma che denuncia "assurdi e vergognosi ostacoli che la burocrazia oppone a nobili progetti"
LUGANO - Voglio ospitare i profughi ma il Cantone mi mette il bastoni tra le ruote. Si potrebbe riassumere così l'inedita storia raccontata stamane dal Caffé che ha come protagonista Marco Trevisani, un cittadino di Lugano. Trevisani denuncia di essere confrontato con "assurdi e vergognosi ostacoli che la burocrazia oppone a nobili progetti". "Io - aggiunge - sono otto mesi che aspetto, ho subito risposto all'appello dell'Osar, l'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati, e messo a disposizione un alloggio, gratuitamente. Mi sono rivolto a diverse associazioni, ma mi rendo conto che, forse, le buone intenzioni non sono sufficienti".In Ticino, scrive il domenicale, sono una cinquantina i profughi siriani già alloggiati in diversi appartamenti messi a disposizione da privati, ovviamente dietro compenso. Mentre il signor Trevisani sarebbe il primo ticinese ad offrire un tetto gratuitamente. "La procedura - si giustificano i responsabili dell'Ufficio sostegno sociale del Cantone - non è così rapida, dobbiamo avere il tempo per visitare l'alloggio e fare tutte le verifiche del caso. Ma molto probabilmente, già settimana prossima andremo a visitare l'appartamento e a conoscere questa persona". Intanto, però, di tempo ne è già passato parecchio: "Peccato. In otto mesi sono sicuro che qualcosa di più si poteva fare. Non credo che siano così numerosi i cittadini che mettono a disposizione gratuitamente un alloggio. Ecco perché andrebbero colte al volto occasioni di questo tipo".
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