AREZZO - Una storia senza risvolti penali ma che solleva grandi interrogativi morali. Tanto che il quotidiano La Repubblica gli ha dedicato un lungo articolo. Protagonisti della vicenda due professoresse, una sui 40 anni l'altra sui 30, di un istituto superiore della provincia di Arezzo, e alcuni loro allievi. Una storia di tradimenti.A portarla alla luce il marito di una delle due professoresse, quella sui 40 anni. Insospettito dal comportamento della moglie l'uomo l'aveva fatta pedinare da un'agenzia di investigazioni private perché temeva di essere tradito. Ma quel che hanno scoperto i detective è stato ben peggiore.Nel corso dei pedinamenti durati una ventina di giorni, gli investigatori hanno colto una sola stranezza nella vita abitudinaria della donna. Quelle gite fuori città, senza naturalmente avvertire il marito, che portavano fino a un residence in campagna. Quando la professoressa si recava in quel luogo, a stretto giro di ruota, arrivava anche la collega, peraltro pure lei felicemente fidanzata nella vita di tutti i giorni. Una relazione lesbo? Non solo. Le donne infatti venivano raggiunte, per due o tre ore, da alcuni allievi. Negli incontri monitorati dal dai detective: tre la prima volta, poi quattro, poi due. I partecipanti alle orge erano tutti maggiorenni, non ci sono stati scambi di soldi e neppure ricatti. Niente di penale, come si diceva all'inizio. La prof organizzzava gli incontri inviando un semplice sms ai ragazzi: "Gita in campagna?", scriveva. Sms "intercettato" dal marito e che ha fatto scattare le indagini. La vicenda ha naturalmente scatenato le chiacchiere e le polemiche all'interno della comunità. Le due professoresse, attualmente, continuano a svolgere la loro professione nella stessa scuola. Alcuni genitori, però sono sul piede di guerra. Il Moige, il movimento dei genitori, vuole infatti che le due focose insegnanti vengano rimosse. Altri cittadini sono invece per una linea meno severa.