Difesa dall’avvocato Marco Garbani, la 49enne è arrivata a processo in quanto si era opposta al decreto d’accusa emesso nei suoi confronti dalla Procura in ottobre per infrazione alla Legge federale sugli stranieri

BELLINZONA – Si è tenuto questa mattina nella Pretura penale a Bellinzona il processo a carico della madre di Arlind Lokaj, il 17enne kosovaro che lo scorso agosto ha dovuto lasciare la Svizzera, accusata di infrazione alla Legge federale sugli stranieri e di incitazione all'entrata, alla partenza o al soggiorno illegale. Questo per entrambe i figli. Lo riporta il Corriere del Ticino.
Difesa dall’avvocato Marco Garbani, la 49enne è arrivata a processo in quanto si era opposta al decreto d’accusa emesso nei suoi confronti dalla Procura in ottobre.
L’accusa, rappresentata dalla procuratrice pubblica Margherita Lanzillo, chiedeva la condanna a una pena pecuniaria: 20 aliquote giornaliere da 60 franchi, sospese per due anni. La difesa, invece, la totale assoluzione. Ha agito solo da madre, ha motivato l’avvocato, “come avrebbe potuto cacciare i suoi stessi figli?”
Al termine del dibattimento, la Corte, presieduta dal giudice Flavio Biaggi, ha sposato la richiesta della difesa, assolvendo la donna. Nel suo agire infatti, secondo il giudice, non si è ravvisata malafede, prova ne è il fatto che la donna si è mossa per regolarizzare la situazione dei propri figli prima che il permesso turistico scadesse. “Ha solo protetto i suoi figli e in buona fede”, ha concluso Biaggi.