CRONACA
Peric condannato a 28 mesi, il giudice Ermani: “Ha fatto della menzogna un codice comportamentale”
Il sedicente medico 77enne di origine serbe, già condannato in patria per fatti analoghi nell’84, dovrà scontare sei mesi in carcere, i restanti 22 sono invece sospesi per tre anni

LUGANO – Terminato nel pomeriggio il processo a Vidoje Peric, il medico di origine serbe che per anni ha esercitato abusivamente in Ticino: 28 mesi, di cui 6 da espiare e i restanti sospesi per tre anni, questo il verdetto del giudice Mauro Ermani.

“Che Peric non sia un medico è un dato di fatto. Ha fatto credere a tutti che lo fosse e tutte le persone che si sono rivolte a lui lo hanno fatto in quanto pensavano fosse un vero dottore”, ha dichiarato Ermani aggiungendo poi che, pazienti contenti o meno, non conta: “quel che importa è che lui quelle cure non poteva prescriverle ed effettuarle”, rispondendo così a una delle argomentazioni esposte dall’avvocato difensore Cristina Maggini, che aveva sottolineato la soddisfazioni di molti pazienti per i trattamenti ricevuti.

Ermani ha poi ricordato anche i rischi corsi da alcuni a causa delle mancanze di Peric, come fu nel 2009, quando una paziente curata vicino a Basilea dal sedicente medico contrasse una grave infezione. “Ha rischiato la vita, i fatti lo dimostrano, e questo a causa delle condizioni igieniche in cui Peric ha lavorato, utilizzando una siringa non sterilizzata”.

La difesa aveva chiesto il proscioglimento di Peric per ‘mancanza di prove’, mentre l’accusa, rappresentata dalla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi, chiedeva, nonostante i 77 anni del medico, la condanna a tre anni di carcere da scontare. Il giudice ha invece deciso per sei mesi da espiare e i restanti 22 sospesi per tre anni, periodo in cui Peric non potrà svolgere alcuna attività medica o infermieristica, in caso contrario scatterà il carcere. “Si tratta di colpa medio-grave, Peric ha fatto della menzogna un codice comportamentale”, ha concluso Ermani.

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