Aveva presentato tutti i documenti necessari e risultava indigente, così da quattro anni Michele Antonio Varano, il 63enne calabrese domiciliato a Gandria e ora in carcere con l’accusa di contrabbando internazionale di sigarette, ha beneficiato dell’aiuto

LUGANO – Aveva presentato tutti i documenti necessari e per Lugano e i servizi preposti risultava indigente, così dal 2010 Michele Antonio Varano – ora in carcere a Genova con l’accusa di contrabbando internazionale di sigarette – ha beneficiato dell’assistenza, percependo il minimo vitale garantito per legge.
Poche migliaia di franchi ogni mese, riferisce la RSI, che ha fatto però anche i conti: fino al momento del suo arresto (quando cioè le prestazioni sono state immediatamente sospese), la cifra totale percepita da Varano ha superato i 90 mila franchi.
Contattato dalla RSI, il responsabile dell’ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, Renato Scheurer, ha spiegato che il 63enne calabrese aveva appunto presentato tutti i documenti necessari. Eppure Varano era un personaggio noto alla giustizia anche in Ticino: coinvolto nell’inchiesta “Montecristo” e in quella sulla "mafia delle sigarette", i suoi conti erano stati bloccati. Era stato poi prosciolto e poteva tornare a disporne, ma di quei soldi non vi era traccia. Varano risultava quindi indigente, potendo perciò beneficiare dell’assistenza. E, dallo scorso anno, coninciando anche a percepire l’AVS.
“La fedina penale non si antepone al fabbisogno: Varano, domiciliato in Ticino, ha dimostrato di necessitare di un sostegno economico per raggiungere il minimo vitale”, ha spiegato ancora Scheurer ai microfoni della RSI aggiungendo che i controlli sulla situazione penale dei richiedenti vengono fatti a monte e non sono competenza del suo ufficio.
Nel 2013, per la condanna emessa nei suoi confronti nel Vallese per un traffico di marijuana, a Varano era stato revocato il permesso di domicilio. Decisione per cui il 63enne ha presentato ricorso, ottenendone la sospensione. Intanto Varano, consegnatosi spontaneamente alle autorità italiane, si trova in carcere. Nei prossimi giorni si terranno gli interrogatori, ma il suo legale, l’avvocato Vittorio Pendini, sempre alla RSI, ha sottolineato che al momento non si può ancora dire se Varano si sia presentato alle autorità per ammettere gli addebiti o solo per chiarire la sua posizione. “Lo sapremo dopo l'interrogatorio del pm”.