Il presidente di TicinoTurismo motiva la scelta di non invitare Stinca alla cerimonia che segnerà il passaggio all'Agenzia turistica

BELLINZONA - “Né mancanza di cortesia, né di signorilità. Da parte del Consiglio d’amministrazione è stato solo un atto di coerenza”. Il presidente di Ticino Turismo, Marco Solari, spiega che la scelta di non invitare l’ex direttore Giuseppe Stinca alla cerimonia di passaggio dall’ETT e aprirà all’Agenzia turistica ticinese (ATT) è stata formalmente presa dal Consiglio d’amministrazione lo scorso 14 febbraio. “Non è stata una scelta verticistica”, dice al Corriere del Ticino.
Il CdA, spiega Solari, ha valutato con attenzione la situazione prima di giungere alla conclusione: “È stato un divorzio combattuto. Sarebbe come invitare il marito ad una festa dopo una separazione travagliata e dolorosa”.
Fino all’ultimo ci sono state, nei confronti di Stinca controversie su IVA e AVS in relazione al mandato da 3,5 milioni di franchi che lo stesso Stinca aveva ricevuto sull’arco di 42 mesi, importo che comprendeva il suo onorario e il salario di altre 9 persone.
“Ha mancato di lealtà nei confronti di chi aveva riposto fiducia in lui –aggiunge Solari - e quando io sono arrivato alla presidenza, l’ETT era ancora in pieno conflitto con Giuseppe Stinca. A mio modo di vedere una sua presenza sarebbe stata veramente imbarazzante per lui e per diversi consiglieri”.
Insomma, secondo Solari, Stinca non andava invitato e basta: “Considero Stinca un ottimo manager ma un pessimo diplomatico e noi ci trovavamo nella situazione di celebrare una ricorrenza in famiglia senza volere riesumare dolorose vicende. Condivido dunque appieno la decisione del CdA, che è stata unanime”.