Si moltiplicano in rete le manifestazioni di solidarietà dopo l’attentato alla sede del settimanale satirico parigino. E ai social affidano il proprio commento anche Savoia, Beltraminelli e Ghisletta: “Morti per aver fatto satira”, “Stragi assurde”

LUGANO – Quanto accaduto questa mattina nella redazione di Charlie Hebdo ha scosso profondamente il mondo intero, travalicando in breve tempo i confini nazionali. Si tratta del più grave attentato in Francia dal 1961 (erano i tempi della guerra di Algeria e l’Oas anti indipendenza, come ricorda anche l’ats, il 18 giugno di quell’anno colpì con una bomba il treno Strasburgo-Parigi a Vitry-Le-François causando la morte di 28 persone), e anche di uno dei più cruenti attentati compiuti in Europa. La rete si è presto mobilitata in segno di solidarietà verso chi oggi è caduto con la sola colpa di aver impugnato una matita: l’immagine e l’hashtag “Je suis Charlie” spopolano sul web e la pagina di sostegno creata nel pomeriggio sfiora già le 60mila adesioni.
E le reazioni, ufficiose e ufficiali, si moltiplicano e anche “la Svizzera condanna fermamente l'attentato di Parigi e presenta le condoglianze alla Francia” come ha twittato il portavoce del Consiglio federale André Simonazzi a nome della presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga.
Ma i primi commenti a quanto avvenuto arrivano anche dal Ticino: Bertoli, Quadri, Savoia e Beltraminelli; ognuno di loro ha affidato ai social un proprio pensiero sulla strage in cui hanno perso la vita 12 persone e almeno 20, di cui 4 gravi, sono rimaste ferite.
Bertoli: “È la notte della ragione”
“Davanti a eventi tragici quali quello della strage compiuta ai danni del giornale satirico francese Charlie Hebdo – scrive il presidente del Consiglio di Stato – non si può che restare inorriditi. Sotto l’enormità del dolore umano non possono sparire riflessioni sul buio verso cui conducono i fanatismi e la mancanza di rispetto della vita altrui. È questa la notte della ragione”.
Beltraminelli: “Quante stragi assurde…”
Il ministro del DSS rivolge invece “una preghiera per i morti di Parigi” e aggiunge: “mi ha colpito moltissimo, quante stragi assurde, come quella del parlamento di Zugo del 2001, la Svizzera non fu più la stessa”.
Savoia: “Morti per la sola colpa di aver fatto satira”
Il coordinatore dei Verdi, riprendendo la ‘dichiarazione’ virale “Je suis Charlie” scrive: “Un pensiero addolorato e agghiacciato alle donne e agli uomini di Charlie Hebdo: donne e uomini uccisi da fanatici per la sola colpa di aver fatto vignette satiriche. È ora di aprire gli occhi e dire no, senza se e senza ma, ai fanatici religiosi”.
Quadri: “Una tragedia annunciata”
Ben più polemico il post a cui il municipale e deputato al Nazionale affida il suo pensiero: “Notizia sconvolgente. Ecco i risultati della multikulturalità e delle frontiere spalancate. I valori fondanti della civiltà occidentale - tra cui la libertà di stampa e d'opinione - colpiti al cuore. E ci sono dei precisi responsabili, oltre naturalmente agli assassini fanatici. Chi ha spalancato le porte a costoro? Chi ha permesso che si insediassero e si allargassero perché "bisogna aprirsi"? Chi ha sempre sdegnosamente rifiutato di difendere e di imporre i valori occidentali a chi vive in Occidente perché non è politikamente korretto? Inutile adesso versare lacrime di coccodrillo e di circostanza sulla tragedia annunciata”.
Ghisletta: "Una spirale di violenza deleteria"
"Ora l'attentato a Charlie Hebdo a Parigi e prima gli incendi di moschee in Svezia. Stiamo impazzendo!?", si chiede il presidente del PS Lugano. "Non dimentichiamo mai che il fanatismo dei fondamentalisti religiosi si alimenta con la violenza di altri fondamentalisti antireligiosi e viceversa, in una spirale deleteria. Sono piccole esecrabili minoranze questi fondamentalisti. Non bisogna mai fare di ogni erba un fascio e fare la caccia alle streghe come nel Medioevo".