Ecco la risposta del ministro Zali alla petizione del pescatori dilettanti

BELLINZONA – Il Dipartimento del territorio ha risposto, con una lettera firmata dal ministro Claudio Zali, alla petizione firmata in dicembre da quasi 230 pescatori dilettanti che frequentano il lago Maggiore (leggi l’articolo correlato). E ha risposto picche alle richieste formulate nella petizione, rilevando che la situazione non è tale da richiedere misure restrittive sulla pesca con le reti.
“Chiediamo che il Dipartimento del Territorio, e per esso l’Ufficio Caccia e Pesca, prendano finalmente delle misure serie e chiare per arginare il problema e migliorare le condizioni di pescosità del Verbano – si leggeva nella petizione -. Chiediamo una regolamentazione più restrittiva della pesca con le reti, in particolare un ampliamento delle zone di divieto (la bandita andrebbe estesa all’intero golfo di Locarno), l’eliminazione immediata delle patenti per semiprofessionisti, la riduzione (tramite messa a concorso, per esempio) del numero di patenti per professionisti, e l’introduzione di giornate o di periodi “di riposo”. La politica del prelievo con le reti sul Verbano deve trovare nuove regole e non deve essere più autorizzata la “mattanza” scriteriata a cui assistiamo negli ultimi anni, favorita anche dall’utilizzo di reti sempre più micidiali e performanti”.
Nella sua risposta il Dipartimento assicura di aver esaminato con attenzione queste richieste, coinvolgendo anche l’Ufficio della caccia e della pesca.
“Il tema della riduzione delle catture e più in generale del calo delle licenze di pesca rilasciate è conosciuto e ritenuto sensibile, tant’è che nella seduta del 2012 la Commissione consultiva della pesca ha ritenuto di dare avvio a uno studio, attualmente in corso, sull’attrattiva della pesca in Ticino. Per quanto riguarda invece il pescato nel lago Maggiore da parte dei dilettanti, dobbiamo rilevare che lo stesso non mostra un marcato trend negativo”.
Fatto confermato, scrive il Dipartimento, dai dati contenuti nel rapporto sui dati statistici relativi agli anni tra il 1996 e il 2013.
La richiesta di abolizione delle patenti di pesca P2 (per semiprofessionisti con le reti, ndr) è già stata oggetto di discussione in seno alla Commissione consultiva sulla pesca nel 2011, si legge nella risposta.
“In tale occasione il Dipartimento del territorio si era espresso negativamente” sulla base di motivazioni ritenute valide ancora oggi.
Il Dipartimento aggiunge poi che il 1° gennaio è entrato in vigore il nuovo Regolamento di applicazione della Convenzione per la pesca nelle acque italo-svizzere, “nel quale i metodi di pesca professionale sono stati rivisti e aggiornati in base alle statistiche del pescato, ai mutamenti della comunità ittica e alla capacità produttiva del lago. Questo importante lavoro – nel quale è stata attivamente coinvolta anche la Commissione Verbano-Ceresio della Federazione dei pescatori – ha permesso di attualizzare la pesca professionale ai fini di renderla sostenibile”.
Prima di apportare eventuali modifiche, conclude il Dipartimento, ci pare doveroso attenerci a queste nuove disposizioni, “riservandoci di intervenire nelle appropriate sedi qualora dovessero emergere problemi concreti e documentati”.
emmebi