In montagna l’imbiancamento raggiungerà il mezzo metro, con le precipitazioni che nel Ticino settentrionale toccheranno anche il fondo valle, mentre in quello centrale e nel Sottoceneri il limite delle nevicate si assesterà attorno agli 800 metri

LOCARNO – Finalmente arriva la neve? Il sì che sentiamo pronunciare in risposta all’altro capo del telefono ormai non ce lo si aspettava quasi più. E invece, da Locarno Monti il meteorologo Marco Gaia conferma: “Rispetto agli scorso giorni, ora abbiamo la certezza del passaggio di una perturbazione, con precipitazioni attese fin da domani mattina, ma dobbiamo ritoccare le stime verso l’alto”.
I fiocchi quindi finalmente cadranno: “In montagna dobbiamo aspettarci grosso modo mezzo metro di neve fresca e a tratti fra il pomeriggio e la serata di venerdì le precipitazioni si spingeranno fino a fondo valle nel Ticino settentrionale, quindi in Valle Maggia, Leventina, Val di Blenio e Mesolcina. Mentre nel Sottoceneri e nel Ticino centrale il limite delle nevicate si assesterà attorno agli 800 metri”.
La fase più intensa, spiega ancora Gaia, si avrà dalla mattinata di venerdì fino a quella di sabato, giornata che continuerà poi con deboli precipitazioni e sarà quindi per lo più nuvolosa. Domenica invece sarà in parte soleggiato.
Mentre l’inizio della prossima settimana sarà “tipicamente invernale: le temperature saranno basse e ci sarà poco sole e tante nuvole, con ancora deboli nevicate probabilmente fino a quote collinari”.
Inverno è infatti anche la parola chiave per questo ormai insperato imbiancamento: “Possiamo dire che per il Ticino sarà la prima nevicata tipica della stagione. Ci sono anni cui l’abbiamo già a fine novembre, quest’anno invece si è fatta attendere fino a metà gennaio. È andata così”.
Il raffronto fra le due annate fa però specie: insomma da un inverno 2014 saturo di neve a uno 2015 con temperature praticamente primaverili, per dirla con uno dei più classici cliché: oltre alle mezze stagioni, ormai non ci sono nemmeno più le mezze misure… “Questa in realtà è una variabilità tipica della nostra regione, niente a che vedere con i cambiamenti climatici”, conclude Gaia.