CRONACA
Nel cielo sopra Lugano la grande battaglia tra arabi e tedeschi. E Darwin soffre. Jelmini: "Ma il nostro scalo rimane interessante. I passeggeri ci sono!"
Dopo la decisione di Darwin di tagliare 60 posti di lavoro in seguito alla riduzione delle rotte, parla il municipale responsabile di Lugano Airport

LUGANO – “Preoccupato? Sempre! Mai abbassare la guardia: nell’aviazione civile le cose possono cambiare repentinamente. Ma per l’aeroporto di Agno sono e rimango ottimista”. Il municipale Angelo Jelmini non si fa impressionare dai 60 licenziamenti – metà tra il personale di terra e metà tra quello di volo - annunciati della compagnia ticinese Darwin.
“Spiace ovviamente per le persone che perderanno il lavoro – dice Jelmini a liberatv -. Ma non va dimenticato che l’anno scorso Darwin aveva aumentato il numero di collaboratori per far fronte a nuove sfide nell’ambito della collaborazione con Etihad. Ora è costretta a ridimensionare il personale in quanto non è in grado di mantenere tutte le rotte che aveva ipotizzato. È la logica del mercato…”.

Il “sogno arabo” di Darwin è dunque sfumato? La misura è ovviamente legata alla decisione di lasciare alla concorrente Swiss la rotta Lugano-Zurigo e di chiuderne altre tre in Svizzera: Zurigo-Linz, Ginevra-Tolosa e Ginevra-Nizza. Darwin è un po’ vittima della grande battaglia che si sta giocando nei cieli d’Europa tra il gruppo Lufthansa, a cui fa capo Swiss, e gli arabi di Etihad. Ma forse è anche vittima del fatto che Swiss, nata dalle ceneri della compagnia di bandiera elvetica, gode in Svizzera di maggiori favori e sensibilità da parte delle autorità, politiche e aeronautiche. E Darwin si trova bloccate le possibilità di sviluppo a fianco del gigante arabo.

“I due gruppi stanno cercando di consolidare la propria quota di mercato a livello europeo – dice Jelmini -. Ma per il nostro aeroporto non vedo nubi nere all’orizzonte. Lugano ha oggi due voli di linea, su Zurigo e su Ginevra, che sono entrambi commercialmente interessanti. Darwin ha gettato la spugna sul collegamento con Zurigo. Ma questa scelta è stata presa proprio nel quadro della concorrenza che si è innescata con Swiss”. 

Anche la linea su Ginevra è fa gola, aggiunge il municipale, e proprio per questo Swiss intende lanciarsi pure su questa rotta. “Per me c’è ancora un collegamento molto interessante, da tempo abbandonato: il volo su Roma, che attirava circa 20'000 passeggeri all’anno. L’entrata di Etihad anche in Alitalia potrebbe favorire il suo ripristino. Anche se non a breve, speriamo che un giorno quella rotta possa rinascere”.

Le nostre due rotte sugli “hub” internazionali svizzeri, secondo Angelo Jelmini, non sono insomma in discussione, e la possibilità di ampliamento del servizio su una rotta di nicchia ma potenzialmente interessante come Roma resta aperta.

Va detto per inciso che il business delle due compagnie che si stanno confrontando nei nostri cieli non sta nel volo Lgano-Zurigo o Lugano-Ginevra, ma nel portare passeggeri verso rotte internazionali che partono dai due scali elvetici.

“Il potenziale di passeggeri su Zurigo e Ginevra c’è ma le tariffe devono essere economicamente interessante – conclude Jelmini -. Alle due compagnie, come autorità aeroportuale abbiamo raccomandato puntualità e convenienza. Abbiamo il vantaggio di essere un piccolo scalo con collegamenti internazionali. Dobbiamo sfruttarlo”.

emmebi

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