Cronaca
07.02.2015 - 17:290
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

METANORD - Che traguardo: raggiunto e superato il centesimo chilometro di condutture

Intervista a Mattia Janett responsabile marketing della ditta fornitrice di gas naturale: "Complessivamente, l’anno scorso abbiamo venduto oltre 50 milioni di kilowatt ora, e la crescita è continua e costante”

CAMORINO – Il 2014 si è chiuso con il raggiungimento di un traguardo simbolico, e non solo, molto importante per Metanord. Cominciata la sua ‘conquista’ del Sopraceneri, l’azienda di Camorino proprio a Bellinzona ha raggiunto il centesimo chilometro di condutture posate. “Raggiunto e superato”, fa eco Mattia Janett responsabile marketing della ditta fornitrice di gas naturale. “Il traguardo è stato tagliato grazie a Via Ghiringhelli a Bellinzona, dove ora, ottenuta la concessione, contiamo di espanderci per raggiungere poi Arbedo e Castione già entro l’inizio del prossimo anno”. La rete di condutture scorre ora continua da Taverne-Torricella fino a Rivera e da qui, raggiunto Quartino, si dirama a “t”, proseguendo, da un lato, verso il Bellinzonese e, dall’altro, in direzione di Locarno. “Al momento – spiega Janett – siamo solo sulla sponda di Cadenazzo e Sant’Antonino. In primavera attiveremo i primi tratti di rete a Tenero e Gordola. L’intenzione è poi di proseguire verso il Locarnese per giungere, in futuro, fino ad Ascona e Losone”. Fra i clienti vi sono sia privati che aziende e, prosegue, i risultati si confermano buoni. “Da Taverne a Rivera la vendita è continua e in parte consolidata, mentre nel Sopraceneri, man mano che entriamo nei vari comuni allacciamo nuovi clienti. Considerando che abbiamo varcato il Ceneri alla fine del 2012, possiamo dirci soddisfatti dai risultati ottenuti. Complessivamente, l’anno scorso abbiamo venduto oltre 50 milioni di kilowatt ora, e la crescita è continua e costante”. E questo, racconta, nonostante un mercato complicato e dalla molta concorrenza: col gasolio, che oggi ha toccato prezzi molto bassi, con le energie rinnovabili e, nel Sopraceneri, con le termopompe e il teleriscaldamento. “Ma la concorrenza c’è in tutti i settori, non è quindi un aspetto che ci fa paura. È vero, in questo momento il prezzo del petrolio è sceso parecchio, ma è anche vero che è molto più instabile rispetto a quello del gas naturale. E, in aggiunta, rimaniamo l’investimento alternativo meno caro attualmente disponibile: termopompe o pannelli solari costano, ad esempio, molto di più di un impianto a gas”. I vantaggi del gas naturale, rispetto alle altre energie non rinnovabili, spiega Janett, sono inoltre molteplici. E sono sia pratici: la conversione non richiede grandi adeguamenti (“bisogna semplicemente portare il tubo dalla strada all’interno dell’abitazione”), il nuovo sistema funziona poi come un impianto a nafta, ma dalle dimensioni ridotte: “Il gas non deve essere stoccato e questo permette di guadagnare spazio eliminando la cisterna”. Sia ambientali: “Il gas naturale genera infatti il 25% in meno di anidride carbonica rispetto alla nafta, non produce fuliggine e polveri fini, garantisce una fornitura continua che, avvenendo per mezzo delle condutture, e non su strada, genera anche vantaggi a livello di traffico”. Altro elemento interessante del gas naturale è infatti che una volta estratto è direttamente pronto per esser utilizzato. “Non c’è bisogno di quasi alcuna lavorazione e perciò non si hanno sprechi di energia intermedi. L’unica altra fonte energetica con la stessa caratteristica è quella idroelettrica”. Il gas naturale, pur non essendo una energia rinnovabile, spiega ancora Janett, ha un ‘cugino green’: il biogas. Il metano infatti, oltre che con l’estrazione, può esser ottenuto anche a partire dal compostaggio o dal letame e utilizzato al pari di quello presente nei pozzi sotterranei. “È il cosiddetto ‘gas di palude’ e in questa forma è una rinnovabile perché viene considerato al pari del bruciare della legna”. I clienti di molti distributori, come avviene per quelli di Metanord, hanno quindi la possibilità di acquistare delle quote di questo biogas, “che viene così immesso nella rete riducendo l’impatto ambientale globale di questo vettore”. Inoltre il metano è facilmente combinabile con le rinnovabili grazie, per esempio, ad impianti ibridi gas-solare. Una ‘collaborazione green’ che avrà interessanti sviluppi in futuro, assicura Janett. Un esempio su tutti, il sistema ‘power to gas’, che sfrutta i picchi energetici di impianti eolici o solari per produrre, tramite elettrolisi, del gas naturale. “Si tratta in sostanza di un meccanismo che permette di sfruttare a pieno le potenzialità di questi impianti ‘traducendo’ la loro produzione in qualcosa, il metano qui, che può essere stoccato invece di spegnere l’impianto o di lasciare che l’energia vada semplicemente persa, come accade attualmente”. Musica del futuro saranno anche le possibilità offerte dal perfezionamento della micro-cogenerazione, che permetterà di utilizzare il gas, oltre che per il riscaldamento e l’acqua calda, per la produzione di energia elettrica, anche nella propria abitazione. “Si tratta di nuovi sistemi che renderanno il gas naturale ancora più attrattivo e interessante”, conclude Janett pensando alle prospettive future che si apriranno per il settore, soprattutto per chi, questa la sfida di Metanord, si presta ad essere il vettore di transizione per i prossimi quarant’anni. “Ci poniamo come energia alternativa in grado di traghettare i consumi dall’oggi al momento in cui le rinnovabili saranno sufficienti a coprire il fabbisogno energetico: il nostro obbiettivo è quindi quello di aumentare la quota di mercato del gas naturale, soprattutto in sostituzione del gasolio”.
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