CRONACA
La coppia di Aldesago e il giallo del bambino romeno "comprato" per 30'000 euro. A Messina Calogero e Lorella si difendono: "Siamo vittime di una truffa"
“Finalmente, è finito un incubo”, avrebbe detto l’uomo ai carabinieri quando è stato arrestato. Intanto spuntano una nascita e un funerale fantasma

MESSINA - Lorella, 48 anni, è agli arresti domiciliari, che le sono stati concessi per consentirle di accudire la figlia ventenne, che è disabile. Calogero, 57, rimane invece in carcere a Messina. I coniugi residenti 
ad Aldesago, cittadini svizzeri ma originari di Castell’Umberto, in provincia di Messina, sono stati arrestati nei giorni scorsi con l’accusa di aver tentato di comprare per 30'000 euro un bambino romeno di 8 anni. Ora stanno cercando di convincere gli inquirenti siciliani di essere stati vittima di una truffa: finiti in mano a un’organizzazione che nel corso degli anni gli avrebbe spillato 130'000 euro.

Calogero, che ha lavorato in un ristorante di Paradiso e in seguito come giardiniere, e Lorella, sono primi cugini e forse anche per questo motivo non riuscivano ad avere figli. La donna ha confessato di aver avuto diversi aborti. Così i due hanno cercato di comprare un bambino e a metà gennaio hanno versato alla banda la somma pattuita.
“Finalmente, è finito un incubo”, avrebbe detto l’uomo ai carabinieri quando è stato arrestato. Con lui sono finiti in carcere la madre del bambino, il fratello maggiore e gli intermediari ai quali la coppia si era rivolta.
Il legale dei due coniugi, Alessandro Pruiti ha raccontato ai giornali che Calogero e Lorella sono stati spinti dal desiderio di avere un figlio maschio che si prendesse cura della prima figlia disabile. Scoraggiati dagli ostacoli burocratici delle pratiche di adozione si sono cosi rivolti a persone che secondo gli inquirenti sono legate a organizzazioni malavitose, alcune delle quali sono pregiudicate. 

Il primo contatto sarebbe avvenuto tramite la madre della donna, alla quale una badante aveva proposto una procedura veloce per ottenere un bambino in adozione. Il seguito della storia sembra un film: nel 2008 la coppia ha denunciato in Sicilia la nascita di un figlio mai esistito e, stando a quanto ha raccontato il legale al Corriere del Ticino, è stato messo in scena un funerale con tanto di piccola bara bianca acquistata per l’occasione. Nel giallo ci sono ancora molti misteri da chiarire, ma sembra di capire che il bimbo di 8 anni avrebbe dovuto prendere il posto del neonato fantasma.

“I coniugi l’hanno fatto solo per la loro figlia disabile: volevano un fratello che le facesse compagnia e che potesse prendersi cura di lei in futuro – ha spiegato l’avvocato Pruiti – . Da lì è partito un calvario durato sette anni nei quali diversi intermediari, tra i quali persone vicine ad associazioni a delinquere, hanno spillato soldi ai miei assistiti per un totale di 130 mila euro e li hanno illusi con promesse su promesse, dicendo che le cose si sarebbero sistemate”.
L’avvocato aggiunge che gli intermediari avevano prospettato alla coppia la possibilità di ottenere un bambino da donne che partorivano ma che non avevano intenzione di tenere il neonato, che quindi rischiava di finire in un istituto.

NOTA: abbiamo sostituito in questo articolo, su richiesta del vicino di casa della coppia, la foto pubblicata originariamente nella quale si vedeva anche la porta di ingresso della sua abitazione. Ci scusiamo con l'interessato.

red

 

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