Novità sulle indagini che coinvolgono l’ex viceprimario di chirurgia e due capoclinica

LOCARNO – L’inchiesta penale sulle false fatturazioni all’Ospedale La Carità di Locarno è ancora in corso e non si concluderà a breve. Ma emergono alcune novità sulle indagini coordinate dal procuratore Andrea Pagani. Indagini che coinvolgono l’ex viceprimario di chirurgia e due capoclinica. Il primo, lo ricordiamo, ha fatturato a suo nome interventi eseguiti dai suoi due collaboratori ridistribuendo in seguito a loro il denaro ottenuto e trattenendone una parte per sé.
In particolare, come scrive oggi il Caffè, è stato accertato che all'inizio della vicenda, tra il 2010 e il 2011, era già stato pronunciato un chiaro no da parte dell'ospedale e dell'Ente ospedaliero: uno dei due capoclinica chiese infatti ufficialmente la possibilità di poter fatturare anche se ancora in attesa della certificazione FMH. Mario Maggiorini, primario di anestesiologia a Locarno e presidente della commissione che gestisce la cassa dove confluiscono gli importi delle prestazioni fornite dai medici a pazienti privati, semi privati e stranieri, disse no: il regolamento dell'Ente non permette ai medici che non hanno l’FMH di fatturare. Insomma, tutti e tre i medici coinvolti nell’inchiesta erano perfettamente consapevoli delle regole.
Nonostante ciò, il vice primario decise di dare ai due capoclinica la possibilità di guadagnare comunque sulle operazioni effettuate nell'attesa della certificazione FMH. Chiese prima a una segretaria e in seguito ad altre due di far figurare sui documenti amministrativi non il nome dei capi clinica ma il suo. Presto, diceva per rassicurarle, le cose si sarebbero sistemate con l'arrivo della certificazione. Ma di attesa in attesa sono passati quasi tre anni e i documenti amministrativi compilati in modo illecito sono stati diverse decine.
Non ancora abilitati alla fatturazione delle proprie prestazioni i due capoclinica per quasi tre anni hanno incassato circa 60mila franchi dal vice primario, che sulla documentazione amministrativa faceva figurare il suo nome pur non avendo operato e senza esser stato presente in sala operatoria.
red