Il comandante della Cantonale traccia il bilancio del 2014 e parla del futuro. "Governo e Parlamento si sono dimostrati molto attenti alle esigenze di sicurezza dei cittadini"

BELLINZONA - Meno reati: 23'680, vale a dire un calo del 13 % rispetto al 2013. Meno incidenti stradali: 4'301, con una diminuzione del 4 % rispetto al 2013. Meno furti: 7'293, numero che indica una flessione del 19% rispetto all’anno precedente. Ma più posti di controllo: 6’855 (+ 15.6%), con 64’770 persone verificate. Stabili, infine, gli arresti: 1'202, come nel 2013. Questi, in sintesi, i dati salienti dell’attività della Polizia cantonale nel 2014.
Comandante Matteo Cocchi, un panorama positivo sul fronte della criminalità e della sicurezza. Ma la percezione della gente…
“I dati statistici dimostrano chiaramente una diminuzione di certi fenomeni, soprattutto di quelli che determinano nei cittadini sentimenti di insicurezza, come i furti. Se consideriamo solo quelli con scasso nelle abitazioni, il 2014 ha fatto segnare un calo del 25%. Capisco la percezione soggettiva, il sentimento di insicurezza che molte persone vivono, soprattutto coloro che sono vittime di reato, ma spero che questi dati servano a convincere i ticinesi che la polizia sta lavorando sul serio, e che sta raccogliendo frutti importanti sul fronte della lotta alla criminalità”.
E sul piano della collaborazione con le comunali e le Guardie di confine?
“La collaborazione con gli altri partner è sicuramente migliorata rispetto al passato, anche grazie alla riorganizzazione delle polizie comunali. Presidiare il territorio in modo congiunto e coordinato, predisporre operazioni preventive, dà buoni risultati. E lo vediamo nelle nostre statistiche”.
Nei prossimi mesi la Polizia cantonale verrà profondamente riorganizzata. Quali sono i passi fondamentali?
“La riorganizzazione, che verrà attuata il 1° luglio, toccherà ogni area, quindi anche la polizia giudiziaria, ma riguarderà soprattutto la gendarmeria, che verrà suddivisa in quattro reparti regionali, più il reparto del traffico. Con questa riorganizzazione vogliamo garantire una maggiore presenza di agenti sul territorio, incrementare ulteriormente la collaborazione con le polizie comunali, e aumentare la celerità di intervento: negli ultimi dieci anni il traffico è aumento e ha rallentato la mobilità anche delle pattuglie di polizia”.
Come giudica i due recenti episodi che hanno riportato alla ribalta il problema della violenza contro gli agenti di polizia. Penso in particolare all’ultimo in ordine di tempo: l’investimento volontario di un poliziotto a Paradiso?
“La mia posizione è chiarissima: tolleranza zero nei confronti di chi usa violenza contro agenti di polizia. Ma non sono il solo a pensarla così: il principio della tolleranza zero ha avuto un riscontro esemplare nelle decisioni prese dalla giustizia sui fatti accaduti a margine del derby giocato a Lugano nel settembre del 2013, dove due agenti furono vittime di violenza gratuita. Per fortuna si tratta di fenomeni rari, se pensiamo a quante attività di controllo e di investigazione effettua quotidianamente la polizia. Ogni caso singolo caso di violenza contro le forze dell’ordine è comunque di troppo e deve preoccuparci: non dobbiamo abbassare la guardia su questo fronte. Ma la risposta dagli inquirenti sui casi citati sono state tempestive e adeguate, sostenute anche da prese di posizione chiare da parte delle associazioni del personale che evidentemente appoggio e condivido”.
E sul fronte terrorismo? Se è difficile immaginare che il Ticino diventi obiettivo di attentati è sicuramente a rischio di infiltrazione…
“Su questo fronte mi limito a dire che l’analisi e la strategia sono gestite a livello federale dai servizi preposti, e che i piani d’azione coinvolgono anche le singole polizie cantonali. La situazione ci deve preoccupare ma non allarmare. Le misure che abbiamo adottato sono ovviamente confidenziali”.
Ieri il Gran Consiglio ha approvato il credito per la realizzazione della nuova centrale cantonale di allarme, la cosiddetta Cecal. Un tassello importante per la gestione della sicurezza.
“È uno dei pilastro della ‘visione 2019’ che stiamo realizzando. Questa struttura, che sorgerà a Bellinzona accanto al nostro comando, permetterà di centralizzare in un solo punto tutte le chiamate d’urgenza della polizia e del 118. Inoltre, all’interno della nuova centrale verranno trasferiti il comando delle Guardie di confine e il segretariato della Federazione pompieri. Il tutto nell’ottica di un maggiore coordinamento”.
Il Gran Consiglio vi ha dunque dato una mano importante…
“Certo. Devo dire che sia il Governo sia il Parlamento si sono dimostrati molto attenti alle esigenze di sicurezza dei cittadini, pronti a investire risorse anche in un momento finanziariamente difficile. Il Consiglio di Stato ha accolto e sostenuto le richieste che abbiamo avanzato negli ultimi tre anni, e con il ministro Norman Gobbi la collaborazione è stata e rimane ottima”.
emmebi