Dopo la notizia della ri-assunzione rifiutata, i nuovi dettagli emersi riguardano ora a stesura del bando e la composizione del gremio che ha valutato le candidature

LUGANO – A ogni ulteriore rivelazione, il ‘caso Burgarella’ assume sempre più i contorni di un “pasticciaccio”, un coacervo di scelte che hanno assunto la forma di una matassa tanto controversa quanto difficile da sbrogliare. Dopo la notizia data da Liberatv sabato scorso della ri-assunzione di Claudia Burgarella per il ruolo inferiore di event manager “junior” decisa, verso metà marzo, a maggioranza dal Municipio (contrari erano il sindaco Marco Borradori e il municipale Lorenzo Quadri, mentre scettico Michele Foletti) – proposta da lei rifiutata – emergono ora nuovi dettagli che risalgono al prologo della vicenda: la stesura del bando di concorso.
Secondo quanto riferisce il Corriere del Ticino, durante questa fase il Servizio del personale della Città sarebbe stato messo in disparte. È mancata infatti una collaborazione con la direzione del centro culturale, in particolare per quel che riguarda l’identificazione dei principi alla base del concorso.
Riprova ne è che nessun rappresentante del Servizio facesse parte della commissione di concorso che ha identificato Burgarella come la candidata più idonea. Della commissione facevano parte invece il direttore artistico del LAC Michel Gagnon, il responsabile del marketing Alessio Manzan, l’assistente di direzione Valentina Del Fante e il consulente esterno Ivan Binotto.
Lo stesso Ivan Binotto che, ricorda anche il CdT, risulta indagato, con l’accusa – da lui respinta – di concorrenza sleale e violazione del segreto di fabbrica e commerciale, per la vicenda dei servizi logistici affidati e poi tolti da Banca Stato alla FaciliTi SA. Il suo rapporto con la Città, da cui è molto stimato, risale alla scorsa legislatura, quando ancora era parte della ISS e quest’ultima aveva collaborato con Lugano proprio per il LAC, nel settore della sicurezza precisa il quotidiano.
È stata la commissione di cui era parte anche Binotto a sostenere fortemente la nomina di Burgarella, indicandola, nella lettera inviata a novembre da Gagnon al direttore del Dicastero arte e cultura Lorenzo Sganzini, come la candidata che più nettamente si è distinta dagli altri candidati per la sua preparazione e le sue competenze. Maturate già, si ricordava, quale dipendente della Città per il Dicastero Sport sia in diversi paesi all’estero.
Una missiva che, riferisce il CdT avendo avuto modo di visionarlo, viene citata anche nel ricorso presentato da Burgarella contro al decisione di annullare la sua nomina.
Sempre nel ricorso, viene anche toccato il punto della conoscenza delle lingue nazionali. Uno di quelli, insieme a una lunga esperienza nel settore, alla base della revoca del mandato perché inadempiuti. Ebbene, i ricorrenti sottolineano come nel bando iniziale non fosse indicato il livello necessario.