CRONACA
'A Serbian Film' ora vietato ai minori di 18 anni. “A confronto 'Salò o le 120 giornate di Sodoma' sembra un Harmony”
“Allucinante”, così è stata definita la pellicola serba dal presidente della Commissione film per giovani Marco Baudino. Cinquanta gli allievi che l’hanno vista durante le autogestite della Commercio

BELLINZONA – A Serbian Film, la pellicola scandalo delle ultime autogestite all’Istituto cantonale di economia e commercio di Bellinzona, è ora vietato ai minori di 18 anni. Fino a pochi giorni fa, ha infatti spiegato il presidente della Commissione film per giovani, Marco Baudino, intervistato da LaRegione, non vi era alcuna decisione sul lungometraggio del regista serbo Srdjan Spasojevic nell’intera Svizzera, non essendo mai stato proiettato prima in nessuna sala cinematografica elevetica.

Ora, con il prossimo aggiornamento, previsto per fine mese, della banca dati che raccoglie tutte le pellicole uscite nelle sale ticinesi dal 1989 con il relativo limite di età imposto dalla commissione, per la visione di A Serbian film verrà posta l’età minima di 18 anni.

Il film infatti, ha commentato Baudino al quotidiano, dichiarando di aver fatto lui stesso fatica a riuscire a visionare la pellicola, tanto da doverlo fare in due momenti, è “allucinante” persino per gli adulti, con scene che vanno “molto al di là della perversione umana”: “si va oltre alla violenza, alla pornografia e allo splatter. In questo caso i temi sfociano addirittura in pratiche illegali come la necrofilopornografia e la neonatalpornografia”. A confronto, insomma, “la pellicola di Pier Paolo Pasolini ‘Salò o le 120 giornate di Sodoma’ sembra un Harmony”.

Sempre a LaRegione, Daniele Sartori , capo Ufficio dell’insegnamento medio superiore, ha spiegato che sono stati una cinquantina gli allievi che hanno visto la pellicola durante la sua proiezione alle autogestite dell’istituto di Bellinzona: il direttore della Commercio Adriano Augustoni ha incontrato ognuno di loro per scusarsi dell’accaduto.

Mentre nessuna decisione è stata presa da parte dell’Ufficio dell’insegnamento medio superiore nei confronti di Samuel Iembo, lo studente, da poco coordinatore della Gioventù Comunista, che aveva proposto l’attività e su cui pende anche una denuncia per violazione dell'articolo 197 del Codice penale, legato alla pornografia. L’Ufficio attende l’arrivo, nei prossimi giorni, di un rapporto sull’accaduto da parte dei vertici della scuola e, parallelamente, l’esito dell’inchiesta condotta dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni.

“Un po’ ci speravo che saltasse fuori qualcosa. Sinceramente, me l’aspettavo, ma non che avesse così tanto seguito”, aveva commentato prima della denuncia in un post sulal sua pagina Facebook Iembo che continua a difendere la sua scelta, sottolineando la volontà di denuncia del governo serbo da parte del regista.

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