LUGANO - Certo, se paragonate le nostre cifre a quelle che solitamente si leggono sulle cronache giudiziarie italiane, scappa un po' da ridere. Ma forse i dati della vicina Penisola non sono di certo un termine di paragone appropriato per valutare e soppesare la questione. Parliamo di intercettazioni telefoniche e dell'aumento dell'utilizzo di questo strumento di indagine in Ticino.Il Caffé dedica oggi un approfondimento al tema. In Ticino complessivamente le intercettazioni sono molte. Lo scorso anno sono state 1428, in leggero calo rispetto al 2013 quando furono 1530. Solo a Ginevra, Zurigo e Vaud ne sono state fatte di più. Va precisato che il dato si riferisce ad approfondimenti di intelligence che vanno dall'intercettazione telefonica al monitoraggio del traffico internet e delle email. E va altresì precisato che questi strumenti possono essere autorizzati esclusivamente da un magistrato, con l'avallo di un giudice, e solo in casi particolarmente urgenti e gravi. Droga, violenza su donne e minori, latitanti in fuga e reati finanziari, sono i reati per cui solitamente scatta l'intercettazioni Comunque sia, anche complice la vicinanza con l'Italia, con inchieste che molto spesso sconfinano, nel 2014 in Ticino le richieste di intercettare in particolare i telefonini sono in aumento. Circa una su dieci, segnala il Caffé, tra quelle registrate a livello nazionale, dove si evidenzia un calo ma dovuto al fatto che i controlli si concentrano in particolare sulle e-mail. Ma stiamo comunque parlando dell'ascolto di conversazioni telefoniche di 223 persone...