CRONACA
Suter: “Per il 2015 dobbiamo far leva sul patriottismo dei nostri clienti e dare il meglio di noi stessi”
Il presidente di GastroTicino, durante l’assemblea cantonale, ha parlato delle sfide, anche politiche, che attendono il settore: “Si spera che clima sia più mite e che la decisione della BNS non aggravi il turismo gastronomico oltre frontiera”

SEMENTINA – Si è svolta lunedì, all'Albergo Ristorante Cereda di Sementina, l'assemblea cantonale di GastroTicino. Presenti, fra i relatori, anche la rappresentante di GastroSuisse Barbara Scheider-Regli, il delegato a EXPO 2015 per il Ticino Luigi Pedrazzini, il direttore Gabriele Beltrami e il presidente di GastroTicino, Massimo Suter, che ha tratteggiato un quadro a tinte fosche per la ristorazione ticinese.

Il presidente Massimo Suter ha infatti evidenziato come tutti gli esercizi pubblici stiano soffrendo per la bassa congiuntura, con una situazione ancora peggiore dopo la decisione della BNS in relazione al rapporto franco-euro. Stando ai dati presentati la scorsa settimana a Berna da GastroSuisse, il 36% degli Svizzeri ha mangiato all’estero (con una spesa media pro-capite di 42.30 franchi) con una perdita in cifra d’affari che si assesta attorno ai 4 miliardi. Una situazione che incide anche in Ticino in modo negativo sul nostro settore e sul turismo, già provati da un 2014 catastrofico, connotato da pessime condizioni meteo e dalla crisi economica. Si guarda al 2015 con la speranza che il clima sia più mite e che la decisione della BNS non aggravi il turismo gastronomico oltre frontiera. “Dobbiamo quindi far leva sul patriottismo dei nostri clienti e dare il meglio di noi stessi migliorando l’accoglienza, la qualità e impegnandoci a regalare un sorriso ai nostri ospiti”.

Che fare quindi nel prossimo futuro? Dato per acquisito che gli esercizi alberghieri e della ristorazione si muovono nel mercato svizzero senza possibilità di “outsurcing” e che i costi principali li si devono sopportare in franchi svizzeri (30% materie prime, 49% salari, oltre il 20% affitti e altre spese), molte aziende hanno sempre più difficoltà a far quadrare i conti. Sono i dati a parlare chiaro ancora una volta: il 69 % delle Piccole Medie Imprese (PMI) del nostro settore sono nelle cifre rosse e se i titolari potessero pagarsi lo stipendio, allora la percentuale salirebbe ancora e di parecchio. Tutto ciò deve far riflettere, visto che il settore è spesso criticato, soprattutto dopo il cambio del rapporto franco-euro che ha reso la Svizzera un’isola dai costi elevati.

Ecco quindi che il presidente ha detto a chiare lettere che si impongono riforme immediate. Il discorso si è quindi concentrato sul coté politico. A questo livello, ha commentato, si deve agire innanzitutto per ridurre i dazi all’importazione e per abbandonare i “cartelli”. In questo modo, non solo la gastronomia ma anche le famiglie, gli ospedali, le case anziani e le economie domestiche pagherebbero molto meno per lo stesso prodotto; prodotto che oggi costa molto di più e che spinge a recarsi in Italia a fare la spesa.

Massimo Suter ha poi commentato i prossimi appuntamenti alle urne, invitando a votare un secco “no” all’iniziativa sulla tassa di successione, “perché gli esercenti i soldi li hanno investiti nelle aziende e non sono più disponibili altre risorse. Un ramo come quello alberghiero e della ristorazione, che annovera un gran numero di aziende familiari ricche di tradizioni, verrebbe seriamente compromesso da questa iniziativa. Il passaggio da una generazione all'altra è già una sfida per molte aziende. Negli alberghi e ristoranti, in particolare, è difficile trovare un successore. L'onere finanziario aggiuntivo causato dalla tassa di successione, sarebbe un ulteriore ostacolo”.

Bocciatura, invitando il nuovo Esecutivo a riflettere sulla proposa, anche per la tassa “sui letti freddi”. Sostegno invece per la revisione della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) “che esenterà il 75% delle aziende svizzere dal pagamento del canone e farà diminuire il canone per tutte le economie domestiche. Saranno dunque soprattutto le aziende e le piccole e medie imprese a trarre beneficio della revisione”.

Infine, una considerazione sul voto del 9 febbraio che “come conseguenza avrebbe quella di permettere l’assunzione di personale straniero per 4 mesi, dopodiché scatterebbe il contingentamento. Un grosso problema per un settore che impiega già diverso personale estero e soprattutto per i Cantoni turistici come il nostro”. Ecco perché GastroTicino appoggerà la Federazione nazionale a chiedere che il periodo passi da 4 a 12 mesi. “E nessuno si scandalizzi, in quanto siamo firmatari di un contratto collettivo nazionale di lavoro che impedisce le discriminazioni tra residenti e stranieri; e poi si consideri che sempre più spesso è difficile trovare personale sul nostro territorio”.

L’invito alle autorità cantonali e federali è anche quello di “verificare il rispetto delle regole in relazione agli agriturismi che aderiscono a Swisstavolata, permettendo a diverse di queste realtà di servire veri e propri pranzi e cene “a casa” (sul sito si legge infatti che gli ospiti in arrivo dalla Svizzera e dall’estero possono gustare a casa di donne contadine e rurali, la vera, tradizionale e innovativa cucina svizzera). Se il nostro settore deve rispettare il CCNL, le leggi su igiene e molto altro ancora, allora che le regole valgano per tutti”.

GastroTicino seguirà con attenzione l’evolversi di tutte queste situazioni, ha concluso, restando disponibile al dialogo con i politici per poter trovare condizioni quadro che permettano di poter lavorare con dignità a un settore che impiega solo in Ticino oltre 15.000 persone.

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