L'istituto Glossa, che dichiara di collaborare anche con il Cantone, fa firmare un accordo separato ai dipendenti del segretariato. Del caso si sta occupando l'OCST

BASCONA – Succede alla scuola di lingue Glossa, con sede ad Ascona. Uno dei tanti istituti linguistici privati, che propone anche corsi di informatica e servizio di traduzioni. Vanta di esistere dal 1992 e ha sede in via Muraccio.
Le condizioni contrattuali che riportiamo qui di seguito sono quelle riconosciute a chi lavora nel segretariato della scuola (non sappiamo se siano estese anche ai docenti). Non servono commenti. Ogni lettore può farsi un’idea. Carta canta.
“Lo stipendio lordo è di 15 franchi all’ora, comprese le vacanze, la tredicesima e le festività. Lo stipendio viene versato in contanti tra il 20 e il 25 del mese successivo”.
Insomma, qui anche i cosiddetti contratti normali di lavoro, con le relative condizioni minime, sono qualcosa di sconosciuto.
Dal salario vengono ovviamente dedotti gli oneri sociali e l’assicurazione per perdita di guadagno in caso di malattia a partire dal 30esimo giorno. Quindi cosa resterà? Tredici franchi all’ora? Ma attenzione: “In caso di malattia fino a 30 giorni le ore perse possono essere recuperate o tolte dallo stipendio mensile”.
Questo cosa significa? Che chi si ammala non ha diritto fino al decorso di un mese a percepire alcun salario.
Infatti, ed è l’aspetto più clamoroso di questo ennesimo caso di ordinario sfruttamento che emerge nel mondo del lavoro ticinese, al dipendente viene fatto firmare (per precauzione, mica che poi si mette in testa strane pretese) un accordo separato dal contratto.
Un accordo che recita: ”Dichiaro in buona fede e senza essere costretto/a da parte di nessuno che, in caso di malattia nei primi 27 giorni non pretenderò alcun risarcimento per la perdita di guadagno da parte della scuola Glossa. Dichiaro inoltre di avere i mezzi finanziari propri per sostenere l’ammanco del guadagno per l’assenza in caso di malattia”.
La Scuola Glossa, sul proprio sito internet, dichiara anche di collaborare nella formazione con vari uffici cantonali. Sarebbe bene che le autorità andassero a verificare le condizioni di lavoro. Intanto, a quanto ci risulta, lo sta facendo il Sindacato Cristiano sociale. Del caso si sta infatti occupando Giorgio Fonio.
emmebi