CRONACA
Il Lugano a un passo dal sogno fra le lacrime di gioia di Renzetti: tutto potrebbe già essere deciso lunedì contro il Bienne
Dopo la vittoria meritata vittoria che ha visto i bianconeri padroni del campo contro il Chiasso e la sconfitta, in contemporanea, del Servette a Ginevra, il Lugano potrebbe riconquistare la Super League dopo 12 anni. E scatta il giochino dei ‘se’

LUGANO – È stata una grande serata di festa quella andata in scena ieri a Cornaredo: ad assistere alla vittoria del Lugano sul Chiasso c’erano più di sei mila persone. Numeri che provano quanto questo derby fosse sentito, nonostante la discussa prevendita. Aveva infatti creato un po’ di maretta l’obbligo del doppio biglietto (chi voleva assistere alla partita di ieri, doveva comprare, automaticamente, anche l’ingresso per quella contro il Wohlen, sabato prossimo), ma i numeri allo stadio parlano chiaro: la prevendita è stata buona, maggiore anche del match disputato contro il Servette, e chi ieri era allo stadio potrà assistere ora a quella che sarà la partita cruciale o di festa per il Lugano.

Ma riavvolgiamo il nastro. La serata a Cornaredo è iniziata in salita per la squadra di Renzetti, con la prima rete, a dieci minuti dal fischio di inizio, infilata dal rossoblù Pacar. Un gol che ha stordito per quasi un quarto d’ora il Lugano, presto ripresosi con il pareggio a opera di Rossini, dopo una bella azione di un Bottani ancora una volta incontenibile sul campo.

L’inizio del secondo tempo ha visto i bianconeri andare in vantaggio grazie alla rete piazzata da Malvino al 53’ su calcio d’angolo. Da questo momento non c’è stata più partita per il Chiasso, il Lugano si è dimostrato campione del campo portando a casa altre due gol con Tosetti all’85’ e Basic a un minuto dal fischio finale.

Un 4-1 conquistato in casa meritatamente dal Lugano, che si è dimostrato più forte del Chiasso e anche squadra più forte del campionato. Un successo strameritato, come ha dichiarato a Ticinonews l’amministratore delegato del Lugano Pablo Bentancur, confermando la voce di un premio extra per i giocatori in questa partita. Un riconoscimento speciale per questa sfida voluto da lui direttamente, ha spiegato. “E sono contento di pagarlo, questi ragazzi se lo meritano!”

Ciliegina sulla torta di una serata perfetta è stato poi quanto, parallelamente, avveniva a Ginevra, dove il Servette ha perso in casa contro lo Sciaffusa per 1-2. A due partite dalla fine del campionato, il Lugano è quindi a 4 punti di vantaggio dal Servette e, classifica alla mano, gli basta collezionare due pareggi per aggiudicarsi la promozione in A. Un sogno che, dopo 12 anni, sembra – condizionale scaramantico d’obbligo – sia ora a portata di mano. E le lacrime di gioia del presidente Renzetti di fronte alla sala stampa nel dopo partita sono la prova di quanto questo successo sia vicino.

La certezza matematica potrebbe arrivare già lunedì sera alla Gurzelen: se il Lugano si porterà casa i tre punti della vittoria, la promozione è cosa fatta e non c’è risultato che il Servette possa fare per soffiargliela. Ma la sfida di lunedì non sarà semplice: anche se ultimo in classifica, il Bienne ha appena battuto il Wohlen e ha quindi ancora una speranza di salvezza per cui lotterà con tutte le sue forze.

Vittoria, quella del Bienne, che complica inoltre le cose per l’altro lato della medaglia di questo derby, quello amaro vissuto dal Chiasso. Con la sconfitta di ieri, i rossoblù sono ora a soli a due punti di vantaggio dall’ultima in classifica e devono quindi assolutamente vincere lunedì contro un Sciaffusa reduce da una vittoria col Servette, che non regalerà quindi nulla ai ragazzi di Schällibaum.

Arriviamo infine al giochino dei ‘se’. Per restare in partita i ginevrini devono macinare per forza sei punti, altrimenti, basta un solo pareggio e per il Lugano è fatta. Posto che il Servette vinca entrambe gli ultimi match, i bianconeri possono ancora perdere lunedì, ma dovranno poi giocarsi il tutto per tutto nell’ultima di sabato contro il Wohlen. Al Lugano basta però un pareggio: le due squadre arriverebbero infatti alla parità di punti, ma qui entrerebbe in gioco la differenza reti che vedrebbe nettamente premiati i bianconeri.

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