L’aumento di arrivi registrato nel fine settimana ha messo sotto pressione il Mendrisiotto, la municipale di Chiasso racconta quale sia la situazione. Il consigliere nazionale UDC : “L’emergenza sanitaria preoccupa, il Governo intervenga”

CHIASSO – “Purtroppo questa è una situazione ricorrente per Chiasso durante la stagione estiva”, commenta la municipale della Città Roberta Pantani. L’aumento di arrivi registrato nel fine settimana, che ha messo sotto pressione il Mendrisiotto (la cellula di crisi cantonale per gestire il flusso migratorio di clandestini è entrata in azione e il ministro Gobbi ha ventilato la possibilità di una chiusura delle frontiere), non è un fatto del tutto nuovo per Chiasso.
“È una situazione che si ripresenta periodicamente durante l’estate e, soprattutto, nei weekend quando i richiedenti sono costretti a fermarsi nel centri di registrazione di Chiasso perché non vengono portati oltre Gottardo negli altri centri”.
È in questi momenti, aggiunge, che si registrano le situazioni più critiche. L’ondata di questo fine settimana ha portato circa un centinaio di persone nell’arco di 24 ore, per la maggior parte, spiega Pantani, uomini eritrei, somali e siriani. Un afflusso, pur nella sua ricorrenza, che resta comunque importante, “tanto che abbiamo dovuto aprire diversi rifugi della protezione civile, perché i 134 posti del centro di accoglienza di Chiasso non erano più sufficienti”.
Al momento sono quindi circa 200 i migranti presenti nella zona, numeri al limite della capacità di gestione della regione. “Il numero massimo dovrebbe essere al di sotto questa soglia. Se dovesse arrivare un’ondata più importante avremmo grandi difficoltà a gestirla. Va detto però che la Direzione e il personale del centro stanno facendo sforzi notevoli per accelerare quantomeno le procedure di registrazione in modo da poter procedere in tempi rapidi con le partenze verso la Svizzera interna”.
Gli arrivi a cavallo fra sabato e domenica si sommano però a quanto sta avvenendo nei paesi vicini. A destare preoccupazione è infatti il ‘braccio di ferro’ in corso fra Italia e Francia con quest’ultima che, fra notizie e smentite, avrebbe chiuso le frontiere, bloccando il flusso in arrivo dalla Penisola.
“Trovando una strada sbarrata – commenta Pantani – è normale pensare che cerchino di passare dall’altra. E inevitabilmente il nostro confine potrebbe essere quello più toccato. La situazione è dunque come sempre abbastanza critica, speriamo dunque non degeneri”.
Chiediamo quindi come sia vissuta la situazione in Città. “A oggi non abbiamo episodi di lamentele particolari o chiamate per disturbi, o peggio, dovute al consumo smodato di alcolici. Questi fenomeni non li abbiamo, ma va anche ricordato che non dipendono dai numeri ma dalla tipologia delle persone: basta un singolo individuo per scatenare qualche problema”.
La situazione, spiega ancora Pantani, “è notevolmente migliorata da quando abbiamo introdotto, con il coinvolgimento di tutti i Comuni del comprensorio, i programmi di lavoro di pubblica utilità per cercare di dare un’occupazione alle persone che si trovano all’interno del Centro”. Un’esperienza che funziona per entrambe le parti coinvolte: “Queste squadre sono molto richieste sia da tutti i Comuni, compreso l’Ente Turistico e dà la possibilità a chi ne prende parte di occupare il tempo. Fatto che ci aiuta molto a gestire in maniera ottimale la loro presenza qui”.
Rusconi: “La situazione sta degenerando”
La preoccupazione per le implicazioni dell’aumento degli arrivi permane, come testimonia una interrogazione inoltrata proprio oggi da Pierre Rusconi. “La situazione dell'immigrazione dall'Africa sta degenerando, è ormai evidente che non si può continuare a tacciare di razzismo e populismo ogni tentativo di fermare questa invasione”.
Il consigliere nazionale si sofferma su un’altra emergenza che sembra accompagnare l’arrivo dei migranti: quella sanitaria, “che in particolare preoccupa la popolazione”, scrive Rusconi. “A Chiasso – aggiunge – si contano innumerevoli casi di scabbia e tubercolosi, sono già stati contagiati anche dei cittadini, in quanto i richiedenti d'asilo girano liberi per il territorio e non vengono sottoposti a controlli direttamente al loro arrivo. I media riferiscono anche di molti casi di tossicodipendenti africani che vengono ospitati nei nostri centri per richiedenti d'asilo”.
Situazione che per Rusconi costituisce “un evidente pericolo per la popolazione” e chiede quindi al Consiglio Federale se non ritenga “necessario agire repentinamente per arginare il problema”. In particolare: “Non sarebbe il caso di fermare quest'invasione, di controllare i richiedenti direttamente al loro arrivo e di isolarli in caso di contagio? Inoltre il Governo federale non ritiene opportuno informare concretamente la popolazione, anche a titolo preventivo?”