CRONACA
Savosa: un prof in sciopero della fame, 100 allievi scrivono a Bertoli per difenderlo, la direzione decide di trasferirlo
Il caso di un insegnante di educazione fisica crea subbuglio al Liceo di Lugano 2. Sull'uomo pende una condanna per diffamazione per aver insultato il direttore dell'istituto e un'inchiesta amministrativa del DECS
SAVOSA - Nel giorno in cui termina l'anno scolastico, il Corriere del Ticino racconta una vicenda tutta interna al liceo Lugano 2 che vede protagonisti un professore, gli allievi e la direzione. Sul prof di educazione fisica pende un'inchiesta amministrattiva ordinata dal DECS e una condanna per aver diffamato il direttore e il vicedirettore dell'istituto. E una nuova denuncia di uguale fattura è pendente presso gli inquirenti.I vertici dell'istituto hanno chiesto al Dipartimento, che non si è ancora determinato, il trasferimento dell'insegnante: "Troppi sono stati i motivi di dissidio e di contrasto che si sono susseguiti in questi anni, non solo con il direttore ma con tutto il consiglio di direzione", ha spiegato il direttore del liceo Aurelio Sargenti al CdT sottolineando come una riconciliazione sia impossibile.L'insegnante, intanto, da quanto si apprende ha cominciato uno sciopero della fame di protesta contro il trasferimento. E al suo fianco si sono schierati un centinaio di studenti che, nel corso di un'assemblea, hanno deciso di sottoscrivere una lettera di sostegno all'insegnante che verrà recapitata al ministro Manuele Bertoli. "È uno dei professori migliori del Liceo – ha spiegato al CdT una delle autrici della lettera – e tutta l’assemblea, a parte forse due allievi, lo ha detto chiaramente. Con lui non ci sentiamo dei numeri e vogliamo capire come mai è stato deciso il suo trasferimento".Per quanto riguarda l'inchiesta amministrativa aperta dal DECS nei confronti del prof in questione e di altri tre colleghi di educazione fisica, per fatti non conosciuti, il direttore Sargenti precisa al Cdt che "è stata aperta autonomamente dal Dipartimento e successivamente passata nelle mani del Governo".
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