Non si placa il polverone sollevato dalle dichiarazioni del consigliere nazionale PPD nel commentare l’arrivo in casa RSI dell’attrice. Il sindacato: “L’essere avvenente non giustifica allusioni volgari sul proprio vissuto privato e professionale”

LUGANO – Non si placa il polverone sollevato dalle dichiarazioni di Fabio Regazzi nel commentare la notizia dell’arrivo in casa RSI di Giorgia Würth. Ad intervenire, in suo difesa, è ora il Sindacato Svizzero dei Mass Media (SSM) che “deplora gli attacchi personali e sessisti” avanzati dal consigliere nazionale PPD.
Attacchi che, prosegue la nota ricordando il curriculum della Würth – già annunciatrice di Raitre e attrice anche in Ticino nel film “Sinestesia” di Erik Bernasconi), si fondano “unicamente su dei pregiudizi, partendo dal presupposto che l’aver interpretato il ruolo di Ilona Staller, nella fiction “Moana” messa in onda da Sky in prima serata accanto a Violante Placido, metta in discussione le qualità professionali, o che l’essere avvenente giustifichi allusioni volgari e sessiste sul proprio vissuto privato e professionale”.
Insomma, per il sindacato, se “sulla politica e la qualità dei programmi della RSI si può prendere posizione, nulla giustifica gli attacchi personali ai collaboratori e alle collaboratrici”. Attacchi, aggiunge, non nuovi: “Ce ne sono stati nel recente passato e il sindacato ha rivendicato una maggior tutela da parte della Direzione dell’azienda”. E proprio in questo, infine, l’SSM esprime “la propria soddisfazione per la pronta presa di posizione del Direttore Maurizio Canetta” (vedi suggeriti).