L’OCST denuncia alcune presunte irregolarità riscontrate sul cantiere dell’ente pubblico, i cui lavori sono stati affidati a una impresa di costruzioni di Bellinzona ma di proprietà di una ditta di Sondrio. “L’USTRA verifichi la situazione”

MENDRISIO – Costretti a lavorare anche fino a 12 ore al giorno, in pieno periodo canicola, sotto il sole cocente. È quanto avrebbero dovuto fare gli operai impiegati sul cantiere dello svincolo autostradale di Mendrisio. Lo rivela la RSI, che riporta delle presunte irregolarità riscontrate dal sindacato OCST.
La segnalazione è partita da una decina di operai della LGV, l’impresa di costruzioni, con uffici a Bellinzona ma di proprietà della Cossi costruzioni di Sondrio dal 2011, che svolge i lavori di ripavimentazione allo svincolo.
Fra le principali irregolarità riscontrate dal sindacato anche il ricorso al mezzuccio dell’assunzione a tempo parziale con impiego poi a tempo pieno, il massiccio ricorso a lavoratori interinali e l’aggiramento del blocco dei lavori imposto dalle alte temperature con gli operai impiegati al mattino nella pavimentazione stradale che al pomeriggio vengono semplicemente fatti lavorare in altri settori, raggiungendo anche, come detto, le 12 ore giornaliere.
Ma sul cantiere pubblico – il lavoro è stato commissionato dall’USTRA – si segnala anche l’impiego di mezzi e di materiale italiani.
L’OCST ha chiesto quindi all’USTRA di verificare la situazione, denunciando anche il regime di paura che vige sul cantiere. Mentre le due ditte coinvolte, LGV e Cossi, contattate dalla RSI non hanno rilasciato alcuna dichiarazione.