Secondo l’OCST, la mossa della LGV potrebbe essere un tentativo di rientrare nei parametri dell’impiego di personale interinale: “Se già prima avevano una media di straordinaria alta, adesso potrebbe aumentare ancora”

MENDRISIO – Mentre dalle due ditte coinvolte non giungono ancora dichiarazioni, continua a tenere banco il cantiere dello svincolo di Mendrisio: alla segnalazione di ieri delle presunte irregolarità, segue oggi il licenziamento di sette operai, lasciati a casa dalla LGV.
Una mossa che, come spiega l’OCST ai microfoni della RSI, potrebbe spiegarsi come il tentativo della ditta di rientrare nei parametri relativi all’impiego di personale interinale, che deve essere in misura del 10%. Il sindacato si dice quindi ora preoccupato per le condizioni di lavoro degli altri operai. “Se già prima avevano una media di straordinaria alta, adesso potrebbe aumentare ancora”, commenta Robertino Bai, dell’OCST.
Sempre ai microfoni della RSI ha affidato la sua testimonianza anche un ex impiegato della ditta, obbligato qualche giorno fa ad abbandonare il cantiere perché in disaccordo sui ritmi di lavoro imposti e il mancato rispetto delle norme di sicurezza. Problemi che l’uomo segnala anche nel suo racconto: “Si lavora dalle dieci ore in su al giorno. Molti degli operai vengono dall’agenzia, c’è più personale interinale che assunti. E poi c’è il problema dell’assenza di protezioni: c’è scarsa sicurezza soprattutto sui ponteggi e muraglioni”.
Ma, come conclude l’uomo raccontando dell’ambiente che regna fra i suoi ex colleghi, “pur di tenersi il posto si fa finta di niente, si continua a lavorare e basta”.