CRONACA
La "Polenta alla benzina" è servita: la procuratrice pubblica è in vacanza e l'inquinamento di Morbio andrà indignitosamente in prescrizione
Domani interverrà ufficialmente la prescrizione del dossier penale sull'inquinamento della falda del Pozzo Polenta. Dopo sette anni di inchiesta, di perizie e controperizie la vicenda si chiude in modo poco dignitoso

MORBIO INFERIORE – La titolare dell’inchiesta sull’inquinamento del Pezzo Polenta, la procuratrice pubblica Francesca Lanz, è partita per tre settimane di ferie. Così scrive il Corriere del Ticino, aggiungendo che non vi sono ormai rimedi (a meno di improbabili miracoli) alla prescrizione del caso da profilo penale.
Prescrizione che interverrà domani, a sette anni dalla scoperta - dovuta alla segnalazione di un cittadino di Morbio Inferiore che aveva sentito odore di benzina nell'acqua -, dell'infiltrazione di idrocarburi nella falda freatica. La perizia ordinata dalla magistratura accertò che nel terreno erano finiti dai tremila ai settemila litri di idrocarburi, e indicò l’origine: la stazione di servizio annessa al Centro Breggia.
Poi il dossier passò nelle mani di cinque procuratori e tra perizie e controperizie sono passati sette anni. Dal profilo penale è molto difficile attribuire una responsabilità precisa ai proprietari della stazione di servizio, i vertici della ditta Centonze.

Ma se un decreto d’accusa non se lo attendeva ormai più nessuno, le autorità comunali speravano almeno in una dignitosa chiusura dell’inchiesta, che mettesse nero su bianco prima del termine di prescrizione – anche per rispetto alle autorità comunali e ai cittadini - le conclusioni a cui la magistratura è giunta dopo tanto tempo trascorso. Un riassunto dei fatti, insomma, per dire “ecco perché non è stato possibile individuare alcuna responsabilità penale”. Certo, ci sarà sempre tempo per farlo (campa cavallo), ma era una questione di stile. Di rispetto, appunto, dovuto da un'Istituzione (il Ministero pubblico) a un'altra Istituzione (il Comune).

Intanto il Municipio di Morbio, che nelle ultime settimane ha tentato di ottenere "giustizia", rivendica il risarcimento delle spese legali e dei costi provocati dalla necessità di acquistare l’acqua da Chiasso e Balerna. Il danno è quantificato in circa due milioni e mezzo, una somma che difficilmente le assicurazione delle parti in causa - Centonze, Cantone e proprietà del Centro Breggia - riconosceranno integralmente. Quindi, o il Comune ridurrà le pretese, o dovrà avviare una causa civile.

 

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