CRONACA
L'avvocato del maestro di Arbedo Castione: "Ha fatto cose che un maestro non dovrebbe fare ma non è né un mostro né un pedofilo: è ora di lasciarlo libero"
Parla il legale del 56enne attualmente in carcere per presunti atti di pedofilia sugli allievi: " Paragonare questa situazione al caso Bomio è fuori luogo completamente"
ARBEDO CASTIONE - Ha fatto cose che non andavano fatte ma non è né un mostro né un pedofilo. A parlare è Corrado Moretti, l'avvocato del docente delle scuole di Arbedo Castione finito in manette con l''accusa di aver compiuto atti di pedofilia. Il legale del 56enne, che sedeva anche in Consiglio Comunale nelle fila del PPD, ha rilasciato una lunga intervista a Ticinonline in cui fornisce il punto di vista della difesa sulla vicenda e annuncia la ferma intenzione di veder rilasciato quanto prima il suo cliente. "Il mio assistito - dichiara a Tio l'avvocato Moretti - ha fatto delle cose che un maestro non dovrebbe fare. Ma questo non fa di lui un pedofilo. Punto a farlo uscire al più presto. Paragonare questa situazione al caso Bomio è fuori luogo completamente".L'avvocato Moretti, come detto, ammette che il docente abbia avuto dei comportamenti discutibili. Discutibili sì ma nulla a che vedere con le accuse contestategli dalla Procura: "Prima di tutto sappiamo che ogni tanto volava qualche ceffone. E poi il mio assistito aveva l'abitudine di accarezzare e massaggiare i suoi allievi. Sulla testa, sulla nuca, sulla schiena. Si tratta di un modo di fare incauto, francamente anche un po' stupido. Una carezza oggi può essere interpretata in mille modi. Un docente dovrebbe saperlo". "Per lui il ritorno alla normalità sarà tutto in salita. Ha famiglia ed è molto conosciuto. È pienamente consapevole che la sua carriera di docente è ormai rovinata. Anche se dovesse essere dichiarato innocente, i sospetti verso di lui ci saranno sempre", aggiunge l'avvocato Moretti nell'intervista a Tio che conclude la conversazione annunciando di volersi opporre alla possibile richiesta di proroga della carcerazione preventiva che il procuratore Nicola Respini sarebbe intenzionato a chiedere: "Non è giusto. I testimoni che hanno parlato ultimamente non hanno rilasciato informazioni rilevanti. Non sembrano esserci altre potenziali vittime. Il mio assistito è stato messo in prigione affinché non inquinasse eventuali prove. È la procedura. Ora però lasciamolo andare a casa. Non è un mostro".
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