LUGANO - Un verme in una patata, insalata avariata, formiche nel piatto. È questo il "menù" denunciato da 22 dei 27 detenuti presso lo Stampino di Lugano. Gli ospiti del carcere di fine pena, con un gesto forte e inusuale, hanno deciso di sottoscrivere una lettera di protesta, corredata di fotografie, e di inviarla al quotidiano la Regione. Il promotore, scrive il quotidiano bellinzonese, è un 30enne in galera da un mese e mezzo per multe non pagate. I pasti, inoltre, sarebbero cotti alle 17.30 e consegnati un’ora più tardi alla mensa del carcere e il microonde sarebbe fuori uso. Ma nella protesta non vengono descritti solo i disagi "gastronomici", : allo stampino, stando ai detenuti, verrebbero appioppate multe ingiustificate, mentre i controlli delle urine sarebbero eccessivi e le informazioni sbagliate sull’esito dei test.Il direttore delle carceri Stefano Laffranchini, interpellato dalla Regione, prima di sottolineare che i detenuti, prima che alla stampa, avrebbero potuto presentare le loro lamentele tramite una petizione o rivolgendosi alla Commissione cantonale sulle condizioni di detenzione, afferma che sarà comunque sue "premura contattare un portavoce dei detenuti per approfondire le questioni sollevate". Stefano Laffranchini, tuttavia, afferma di pranzare spesso alla mensa dello Stampino, mangiando gli stessi pasti dei detenuti e che "il laboratorio cantonale ispeziona regolarmente le nostre cucine (le ultime due a dicembre 2013 e a giugno 2014)".