Con i suoi 22 metri di altezza, dove previsto, il dodecaedro ostacolerebbe il traffico aereo. L’Ufficio federale dell’aviazione civile ha quindi scritto ai responsabili del progetto chiedendo una modifica che risolvesse il problema
QUINTO – A sovrastare la nuova Valascia, divenendone il simbolo, dovrebbe essere la “stella”, la torre panoramica a forma di dodecaedro. Un elemento molto caro a Mario Botta, che la ritiene la sua firma d’autore, ma che non piace all’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC).
Il nuovo stadio verrà edificato sulla piana dell’ex aerodromo di Ambrì e con i suoi 22 metri di altezza la torre supera la linea di sicurezza di volo. Un problema comunicato ai vertici dell’Hockey club Ambrì Piotta e della Valascia Immobiliare SA con una lettera inviata dall’UFAC a inizio mese. Per l’altezza e la posizione del manufatto, scrive l’ufficio federale, “non sono ancora state sfruttate tutte le possibilità per ridurre al minimo il superamento della superficie di limitazione degli ostacoli” di 5 metri. Il superamento del limite, aggiunge l’UFAC, potrà quindi essere accettato solo nella misura in cui non diventi un ostacolo per il traffico aereo (secondo l’applicabilità, quindi, del principio dello ‘shielding’).
Un problema però risolto sul nascere, come ha spiegato Botta al Corriere del Ticino che riporta oggi la notizia. Posto che il dodecaedro dovrà esserci, che il piano regolatore consente un’altezza massima fino a 22 metri e che interrare ulteriormente la pista non è possibile per la presenza di falde acquifere, restava una sola soluzione, quella, spiega, subito adottata da Botta: “Il problema è stato risolto in un attimo: ho spostato il dodecaedro un po’ più indietro, mettendolo proprio sull’angolo, lungo l’autostrada. In questo modo non intralcerà la linea di sicurezza di volo”.