CRONACA
Venuti prosciolto, per il giudice Kraushaar non ci fu diffamazione verso Bignasca. Robbiani: “Sentenza politica”
Annullata la pena per il reato principale, il municipale di Massagno è stato invece condannato per ingiuria nei confronti di Robbiani, che aveva definito “un animale”. E proprio dal deputato leghista arriva una delle prime reazioni alla sentenza odierna

LUGANO – Nessuna diffamazione, questa la sentenza del giudice Marco Kraushaar che ha quindi prosciolto oggi Adriano Venuti. Il municipale di Massagno era stato infatti denunciato da Boris e Attilio Bignasca per aver definito Giuliano Bignasca, in un proprio post su Facebook, “un drogato che ha usato dei certificati medici per non scontare la sua pena”.

In seguito alla denuncia, il procuratore generale John Noseda aveva emesso un decreto d’accusa nei confronti di Venuti condannandolo al pagamento di 30 aliquote da 50 franchi e a una multa da 500. Pena contro cui il municipale socialista, difeso dall’avvocato Emanuele Verda, si è opposto, portando la questione in tribunale.

Processo che, oggi, si è concluso appunto con il proscioglimento, almeno per quanto riguarda l’incriminata frase su Bignasca, di Venuti. Per il giudice Kraushaar, come riporta il Corriere del Ticino, quanto scritto non contiene dichiarazioni false – Bignasca, ha ricordato, fu effettivamente condannato per infrazione alla legge sugli stupefacenti – e l’informazione era di interesse pubblico, contrariamente da quanto sostenuto dal pg Noseda nel decreto d’accusa iniziale.

Venuti riceverà quindi 2.600 franchi di indennizzo, visto il proscioglimento dal reato principale. Ma contro il politico è pronunciata un’altra sentenza per una seconda vertenza che ha preso il là sempre da Facebook, quando definì “un animale” il deputato leghista Massimiliano Robbiani. Per il giudice si tratta di ingiuria e Venuti è stato quindi condannato al pagamento di una multa di 200 franchi e di dieci aliquote di 120 franchi, sospese per due anni.

E proprio da Robbiani arriva una delle prime reazioni, a caldo, sull’esito del processo. “Dal punto di vista personale – commenta – posso dirmi soddisfatto perché la pena è stata anzi aumentata. Ma tutto è rovinato dall’assoluzione sull’offesa rivolta al mio presidente, una decisione che ritengo politica”.

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