Come sostenuto in aula, per il procuratore generale la frase incriminata è grave in quanto indirizzata a un defunto e ha deciso quindi di impugnare la sentenza emessa ieri in Pretura dal giudice Marco Kraushaar

LUGANO – Sul proscioglimento di Venuti sarà ricorso. La notizia arriva dal Corriere del Ticino a cui il ministero pubblico ha confermato la decisione del pg John Noseda di impugnare la sentenza emessa ieri in Pretura dal giudice Marco Kraushaar che ha prosciolto il municipale dall’accusa di diffamazione contro un defunto (vedi suggeriti).
Per Noseda, come sostenuto in aula, “secondo la dottrina non esiste un interesse pubblico nel far sapere che Bignasca era un consumatore di droga”, inoltre “quando si parla dei defunti c'è un margine tabù di 30 anni in cui, di questa persona, non si deve parlare”.
Diritto all’oblio che non sussiste per il giudice Kraushaar, che ha invece sposato la tesi della difesa. “I denuncianti – ha motivato – sono Boris e Attilio Bignasca, che oggi guidano la Lega. Sono loro stessi a far di tutto affinché il defunto sia ricordato e Giuliano Bignasca sia più presente che mai. Non possono dunque pretendere l'oblio visto che Bignasca è effettivamente stato condannato per infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti”.