CRONACA
E adesso chi dirà ancora "Je suis Charlie?" Satira? No: sciacallaggio! Quella redazione non meritava nè compassione nè pena
L'ANALISI - Chissà che ghignate si son fatti nella redazione di Charlie Hebdo quando hanno concepito la vignetta sul piccolo Aylan...

di Marco Bazzi

Si può ridere di tutto? O solo di quello che va bene ai benpensanti? Si può ridere di Dio? Di Allah? Si può ridere della morte altrui? Della tragedia dei migranti? Si può anche ridere dei cadaveri dei bambini lambiti dalle onde sulla spiaggia della speranza? Va bene. Allora ridiamo anche dei redattori di Charlie Hebdo ammazzati da due psycokiller islamici in gennaio. Facciamoci una bella risata alla faccia loro!

Che divertente, vero? Che senso di libertà: noi, gente occidentale, moderna, anticonformista! Noi campioni della risata democratica! Nei nostri salottini da sfigati piccolo borghesi o da “gauchiste caviar”, noi sì che sappiamo ridere! Ridiamo di tutto! E inneggiamo agli eroi della satira, la cui penna è come la spada di Zorro. Nulla e nessuno fa loro paura.
La politica non c’entra. E no, per carità: non vorremo mica inquinare con quei liquami la sacra fonte della satira!

Bisognerebbe a questo punto misurare le parole per non ricadere nel moralismo e nella retorica di qualche mese fa, quando tutti erano Charlie. Vi ricordate? Prime pagine dei giornali farcite di vignette sul Profeta e su Allah… Social network intasati da quella coraggiosa (!!!) dichiarazione “Je suis Charlie!”, che suonava come sfida al fondamentalismo islamico. Fiaccolate, manifestazioni silenziose, piagnucolate, fiumi di inchiostro, ore e ore di diretta tivù… In quei giorni è andato in scena in tutta Europa il peggio del moralismo e del conformismo. Se non mettevi sul tuo profilo Facebook “Je suis Charlie” eri un pirla. E tutti, come un gregge di pecore, a belare quel mantra: “Je suis Charlie, Je suis Charlie…”.

Vorremmo misurare le parole, ma di fronte alla prima pagina dell’ultimo numero del giornaletto satirico francese è davvero difficile farlo. Questa non è satira. Questa è un’operazione infame, che solo menti bacate potevano concepire. È sciacallaggio. 

Chissà che ghignate si son fatti nella redazione di Charlie Hebdo quando hanno concepito la vignetta sul piccolo Aylan. Una spiaggia con il cadavere del bimbo e infisso nella sabbia un cartello pubblicitario di McDonald: "Promozione: due menù-bambino al prezzo di uno". Il titolo della vignetta, sparata in prima è: "così vicino all'obiettivo...". In un'altra vignetta all'interno, c'è una vignetta di Gesù con la scritta: "I cristiani camminano sull'acqua". Accanto un bimbo nel mare: "i bambini musulmani annegano".

Forse  è una sorta di vendetta psicopatica per l’attentato di gennaio. Forse è una pura operazione di marketing, per ricordare al mondo che esiste Charlie Hobdo. Forse è solo l’ennesima, squallida dichiarazione della libertà di satira… Attendiamo le reazioni del gregge.

 

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