Secondo il 72enne di Cavigliano la polemica non è partita dagli ospiti del Centro sociale, ma dalle invidie di altri cacciatori

RUSSO – Pentito zero. Al contrario: orgoglioso! Il cacciatore che il 30 agosto a due passi da Centro sociale di Russo, in Valle Onsernone, ha ucciso un camoscio – considerato una mascotte dagli anziani ospiti (leggi qui) - si difende in un’intervista pubblicata da ticinonline.
A. L., 72enne di Cavigliano, è da circa 50anni che va a caccia e dice di farlo "nel rispetto delle regole".
Anche in questo caso, spiega, “ho agito correttamente, ho la patente e ho rispettato le distanze prevista dalle legge”. Racconta che insieme a lui, quella mattina all’alba a Russo c’erano altri cacciatori nei paraggi.
Secondo il 72enne la polemica non è partita dagli ospiti del Centro sociale, ma dalle invidie di altri cacciatori: "Quello che ho preso era un esemplare ambito. E in ogni caso andava abbattuto, per lasciare spazio ai camosci più giovani", ha dichiarato a tio. E aggiunge: se vogliono proteggere quelle bestie, costruiscano un recinto. E il camoscio che fine ha fatto? Di testa e corna il “grande cacciatore” ha fatto un trofeo. “Il resto è in congelatore".
Red