Emergono i primi dettagli sull'inchiesta aperta contro un segretario giudiziario. Il suo nome entrò nella rosa dei papabili dopo il caso che portò al ritiro di Valentina Item

LUGANO - Il segretario giudiziario finito sotto inchiesta per infrazione alla legge federale sugli stranieri si era candidato l’anno scorso per un posto di procuratore pubblico. Alla fine non venne eletto, ma il suo nome entrò nella rosa dei papabili dopo il caso che portò al ritiro di Valentina Item. La neo procuratrice finì nella bufera per la nota vicenda della colf filippina, e rimane tuttora indagata.
Il caso penale che ha coinvolto oggi il segretario giudiziario è paradossalmente simile a quello della signora Item. Qui non si tratta di una colf, ma di un badante. Un uomo che il giurista ha assunto, senza i necessari permessi, per curare il suo anziano padre, ex primario ospedaliero. Ecco perché nella nota stampa la Procura ha precisato che il reato è stato commesso dal funzionario al di fuori della sua attività lavorativa (leggi qui).
Immediatamente sospeso dai suoi incarichi, il giurista è anche oggetto di un'inchiesta amministrativa affidata al sostituto procuratore generale Antonio Perugini, mentre l'indagine penale è coordinata dal procuratore capo Nicola Respini, che sta procedendo ad alcuni interrogatori. Di sicuro non sono state le necessità economiche a spingere il funzionario del Ministero ad assumere un badante senza i necessari permessi, visto che proviene da una famiglia benestante. Altra curiosità: lo stesso giurista, quando già era candidato per un posto di procuratore, finì sul foglio ufficiale per un precetto esecutivo da 11'000 franchi, che l’Ufficio esecuzioni aveva tentato invano di recapitargli.
Secondo la RSI la vicenda riguarda un badante d’origine balcanica, che lavorava in nero per la famiglia del giurista. Per regolarizzare la posizione dell’uomo, il funzionario avrebbe agevolato un matrimonio di comodo con sua suocera. La coppia ha beneficiato indebitamente di prestazioni complementari, perché la donna, pure indagata, risiedeva all’estero.