CRONACA
Regazzi attacca Comano: “A me e a Jelmini il bavaglio. A Ghisletta il microfono. Poi si chiedono ancora perchè i ticinesi gli votano contro!”
Il consigliere nazionale: "Se vogliono applicare l'embargo in campagna che valga anche per il PS. Sono certo di non sbagliare se dico che buona parte dei quadri della RSI è legata a quell’area politica”

LOCARNO - Fabio Regazzi ha un diavolo per capello, che nel suo caso potrebbe significare che ha pochi diavoli, ma quei pochi sono rossi di rabbia. Ce l’ha con la RSI (e non è la prima volta).
E giovedì sera ha scritto un post al vetriolo su FacebooK: “Oggi AITI (l’Associazione industrie ticinesi, di cui sono Presidente) ha presentato un programma sulla formazione professionale dei giovani. Mi spettava un’intervista per presentare questo importante tema di attualità. LA TSI mi ha negato l’intervista perché sono candidato al Nazionale, ma non l’ha negata ad altri candidati ampiamente presenti al Quotidiano ieri sera (mercoledì, ndr). A me questo atteggiamento appare come una disparità di trattamento. Quattro anni fa, medesima solfa: altri hanno parlato, io venni escluso dal commentare la perdita dell’allora presidente della Federazione Cacciatori Ticinesi (Marco Mondada, ndr), un amico al quale tenevo molto e che non ho potuto omaggiare con un intervento in ricordo. Insomma due pesi e due misure. Poi si chiedono ancora perché i Ticinesi disertano i loro programmi e votano contro. Che sia anche per la loro faziosità e strabismo?”.

Ma perché se la prende tanto?, chiediamo a Regazzi? Certo, siamo in piena campagna elettorale, e si sta già votando… Ma un’intervista in più o in meno non ti cambia di certo la vita…

“La cosa che mi ha dato fastidio – spiega – è che mentre a me hanno negato l’intervista, al Quotidiano della sera prima hanno dato il microfono a Raoul Ghisletta, candidato al Nazionale del Partito socialista, nell’ambito di un servizio sulla difesa dei funzionari pubblici. E i sondaggi indicano che Ghisletta potrebbe essere il secondo consigliere nazionale del PS, che in quel caso raddoppierebbe i seggi a Berna. Non si tratta, insomma, di un candidato qualsiasi. Non è tutto! La sera in cui i giornalisti del Quotidiano hanno intervistato Ghisletta, hanno negato un’intervista a un altro sindacalista, che guarda caso è candidato per il nostro Partito: Lorenzo Jelmini. In quel caso si trattava di una conferenza stampa organizzata dal sindacato OCST. Allora mi chiedo: perché Ghisletta sì e io e Jelmini no? Se la RSI vuole adottare l’embargo sui candidati durante la campagna a me va bene, basta che le regole valgano per tutti”.

Però, chiediamo a Regazzi, non si può sostenere che il Quotidiano sia sbilanciato a sinistra… “Il giornalista che dirige la testata no. Ma nelle alte sfere… Sono certo di non sbagliare se dico che buona parte dei quadri della RSI è legata a quell’area politica”.

emmebi

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