CRONACA
Pedrazzini e la CORSI: "Vogliamo capire se il voto del 14 giugno era 'contro' la RSI. Inaccettabili le motivazioni dei dimissionari leghisti"
Il presidente: "È in corso un’analisi per capire se gli elettori della Svizzera italiana che hanno respinto la revisione della LRTV, lo hanno fatto con l’intento di opporsi a una nuova tassa o voluto dare un segnale negativo verso la RSI"

BESSO - Il Consiglio regionale della CORSI (CR) si è riunito lunedì sera a Lugano Besso sotto la presidenza di Luigi Pedrazzini e alla presenza del direttore regionale della RSI Maurizio Canetta. 

Pedrazzini - si legge in una nota stampa - ha dapprima parlato della votazione del 14 giugno, confermando che è in corso un’analisi per capire se anche gli elettori della Svizzera italiana che hanno respinto la revisione della LRTV, lo hanno fatto con l’intento di opporsi a una nuova tassa o hanno invece voluto dare un segnale negativo verso la RSI (si ricorda che, secondo l’analisi VOX elaborata dall'Istituto GSF in collaborazione con l’Università di Berna, le motivazioni del voto negativo non hanno radici nella disaffezione verso la SRG SSR, ma manifestano l'opposizione al nuovo sistema di riscossione del canone, percepito come una nuova tassa generalizzata a carico di tutti gli Svizzeri). 

Parlando più in generale del dibattito sul futuro del servizio pubblico, il presidente ha rilevato il ruolo importante che devono avere le società regionali e i loro organi nel sostenere lo sviluppo del servizio pubblico radiotelevisivo. Per la CORSI non si tratta, ha aggiunto il presidente, di difendere acriticamente la RSI e i suoi programmi, bensì di promuovere un dibattito completo e oggettivo sul servizio pubblico, rispettoso dell’autonomia dei collaboratori, così come si tratta di contrastare posizioni e pregiudizi diffusi ad arte per indebolire la RSI e condizionarne le scelte editoriali. Si tratta infine anche di spiegare la posizione oggettivamente privilegiata della Svizzera italiana, alla quale l’attuale sistema garantisce un servizio pubblico radiotelevisivo d’importanza pari a quella della Svizzera tedesca e della Svizzera francese.

Luigi Pedrazzini, nella sua funzione di membro del Consiglio di amministrazione della SRG SSR, ha pure informato i membri del Consiglio regionale sulle difficoltà finanziarie dell’Azienda e sul varo di un programma di risparmi (nel frattempo diventato di dominio pubblico a seguito delle comunicazioni dell’Azienda stessa).
 
Il presidente ha infine informato il Consiglio regionale sulle dimissioni dei due membri del Comitato del Consiglio regionale Michele Foletti e Paolo Sanvido e di Silvia Torricelli, membro del Consiglio del Pubblico. Nella misura in cui la motivazione delle dimissioni si rifà a scelte editoriali e di programma della RSI, la stessa non può essere accettata, poiché non è compito della CORSI, per chiara norma statutaria conosciuta da tutti i membri del Consiglio regionale e del suo Comitato, quello di condizionare i contenuti dei programmi della RSI e le scelte operative dell’Azienda. Pedrazzini ha così ribadito che la CORSI continuerà a svolgere al meglio il proprio lavoro di “ponte” fra la società e l’Azienda e dimostrerà di saper interpretare le aspettative del mondo sociale, economico, culturale e politico, senza pregiudizio per le aree di pensiero non rappresentate all’interno dei suoi organismi.

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