CRONACA
Delitto di Chiasso, Bertini: "Qual è l'entità delle condanne dei tre pregiudicati?". Caverzasio: "Quella feccia doveva essere espulsa"
Il municipale di Lugano torna sul caso e chiede informazioni sulle condanne. Il capogruppo leghista: "Uno straniero che si macchia di reati del genere non è pronto ad accettare le leggi svizzere. E quindi è meglio che se ne vada"

CHIASSO - Il municipale e capodicastero polizia di Lugano Michele Bertini (PLR) torna sulla sparatoria di Chiasso. Lo fa ancora su Facebook, dopo il suo primo post (leggi qui) e scrive: "Ora si viene a sapere che i 3 finiti in manette per i fatti di Chiasso hanno precedenti penali. Alla luce dell'estrema gravità del caso sarebbe interessante sapere l'entità dei decreti d'accusa emessi in precedenza..”. Dall’inchiesta è infatti emerso che non solo l’italo brasiliano che in primavera investì un poliziotto  a Paradiso è pregiudicato, ma lo sono anche il 29enne kosovaro costituitosi venerdì sera (il 27 dicembre del 2012 prese a pugni e calci in faccia un cliente del Fox Town un posteggio), già recidivo all’epoca e il 26enne svizzero d’origine ucraina: ex-pugile, nel giugno del 2009 sferrò un pugno al volto di un bagnino del Lido di Lugano.

Sul caso interviene anche il capogruppo leghista Daniele Caverzasio, intervistato dal Mattinonline. “E’ semplicemente assurdo. Sono stati condannati per reati di una certa violenza e anziché espellerli, applicando peraltro l’iniziativa per l’espulsione dei criminali stranieri votata dal popolo, è stato permesso loro di rimanere in Ticino. E questo è il risultato. Certi problemi vanno affrontati alla radice: uno straniero che si macchia di reati del genere vuol dire che non è pronto ad accettare le leggi svizzere. E quindi è meglio che se ne vada. Questo episodio dimostra ancora di più che il casellario giudiziario richiesto da Norman Gobbi è assolutamente giustificato”.
E conclude: “Non vedo perché la feccia della società debba mischiarsi agli stranieri onesti che arrivano in Ticino con le migliori intenzioni. Non credo che kosovari, ucraini, italiani, brasiliani siano contenti di essere accostati a certi personaggi che, indipendentemente dalla nazionalità, altro non sono che criminali”.

 

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