L'uomo, 50 anni, operava attraverso le società BAM, una delle quali finì nell'inchiesta che sfociò nel "MovidaGate". Ma allora lui non fu coinvolto

LUGANO – P.B., 50 anni, di Capolago, arrestato oggi con le accuse di appropriazione indebita e amministrazione infedele, non è esattamente un fiduciario. Nel senso che non ha quella qualifica professionale e non è quindi iscritto all’albo. Fa il consulente in diversi ambiti professionali ed economici e opera attraverso tre società che portano tutte lo stesso nome: BAM.
BAM Consulting, BAM Enterprise e BAM Financial Service, che è in liquidazione, e che ha come scopo sociale “lo svolgimento di attività fiduciarie e di consulenza nel campo finanziario, l'esecuzione di operazioni finanziarie, la gestione di patrimoni e l'amministrazione di beni e diritti per conto terzi in Svizzera e all'estero”.
Società nei cui organi amministrativi non figura (l’unica in cui compare come presidente è la BAM Consulting, ma la sua firma è stata cancellata) essendo semplicemente dipendente delle stesse.
Negli ultimi 10/15 anni l’attività dell'arrestato, che è difeso dall’avvocato Filippo Ferrari, si è concentrata soprattutto (ma non solo) sulla gestione patrimoniale di campioni internazionali di basket, in particolare americani. Campioni ai quali il consulente offriva anche una sorta di “service”. Diciamo, per rendere l’idea, che proponeva servizi da “family office”.
La vittima delle malversazioni dell'uomo, avvenute sull’arco degli ultimi undici anni, sarebbe proprio un giocatore della NBA, la National Basketball Association. Il cestista lo accusa di avergli sottratto qualcosa come otto milioni di franchi, somma che l'uomo contesta, ammettendo malversazioni "soltanto" per un paio di milioni.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore generale John Noseda, sta cercando di appurare l’entità del maltolto, e di capire se, oltre a quello che ha portato in carcere il consulente, ci sono altri casi di giocatori “alleggeriti”.
Da indiscrezioni raccolte da liberatv qualche anno fa ci fu già una segnalazione da parte di un cestista che accusava l'uomo di avergli sottratto denaro. Ma ricostruire la contabilità non sarà semplice, anche perché la BAM non aveva conti bancari e la gestione patrimoniale era basata sostanzialmente sulla fiducia tra il consulente e i campioni.
Va anche ricordato che nel 2012 la BAM Enterprise (che operava come agenzia di sicurezza privata) fu al centro di un’altra inchiesta penale, nella quale P.B. non fu però coinvolto. Quella che portò successivamente gli inquirenti sulle tracce del Nyx, la discoteca del Casinò di Lugano, e che sfociò nel “MovidaGate”.
Nella sede della BAM, in via Vanoni a Lugano (lo stesso indirizzo in cui si trovano le altre omonime società riconducibili a lui), nel giugno di tre anni fa la polizia effettuò un arresto e dall’inchiesta emersero legami con l’accoltellamento di Bissone avvenuto nel 9 marzo del 2012.
emmebi