CRONACA
Il pensionato che ha sparato al ladro sul balcone di casa dà degli idioti ai politici. Parla il brissaghese che accoltellò un rapinatore: "Capisco chi uccide per legittima difesa"
Il tema della legittima difesa sta dividendo l'Italia. Maroni promette una legge sul patrocinio gratuito per chi uccide per legittima difesa. E Ferruccio Marcacci Rossi rievoca la rapina di 10 anni fa: "Il procedimento penale mi è costato 9'000 franchi"

Il caso di Francesco Sicignano, il pensionato di Vaprio d’Adda che nei giorni scorsi ha ucciso un ladro romeno di 22 anni e che ora è indagato per omicidio volontario sta dividendo l’Italia. Il malvivente si trovava sul balcone della terrazza dei Sicignano quando è stato colpito mortalmente.
Il tema della legittima difesa è molto sentito: Roberto Maroni ha promesso al pensionato la copertura delle spese legali, e  intende varare una legge sul patrocinio gratuito per chi si rende responsabile di eccesso colposo di legittima difesa. Mentre il sindaco di Borgosesia, Gianluca Buonanno è finito nella bufera per aver mostrato una pistola in diretta tivù, mentre difendeva l’idea di introdurre un bonus di 250 euro per chi vuole armarsi.
“Vogliamo tornare alla normalità - ha detto Sicignano -, ci vorrebbero 25 anni di carcere per chi ruba. Di questo la vera colpa non c'è l'ha nessuno. Ce l'hanno solo quel branco di idioti che sono giù a Roma perché ci sono politici bravi ma alcuni sono idioti  basterebbe fare della legittima difesa una legge, dare 25 anni a un reato del genere uno non viene più a rubare in casa. Ma 25 anni però, perché questo non è un furto, è uno stupro psicologico, a me, mia moglie, mio nipote, i miei figli, i fratelli. E' ora di finirla. Ne abbiamo pieni i coglioni".

In primavera Giorgio Ghiringhelli aveva lanciato una petizione proprio per chiedere che lo Stato “si assuma nel limite del possibile tutti i costi legali e processuali a carico di cittadini accusati a torto o ragione di eccesso di legittima difesa contro malviventi penetrati illecitamente nelle loro abitazioni private a scopo di furto, rapina o aggressione”.
Il portale ticinonline ha intervistato Ferruccio Marcacci Rossi, gerente dell’ufficio cambi “Da Monica” a Brissago, che dieci anni fa uccise per legittima difesa un giovane rapinatore italiano che insieme al fratello aveva tentato di rapinarlo.
Marcacci si dice solidale con il pensionato lombardo e sostiene l’idea di Ghiringhelli: "Macché omicidio volontario. Quando certa gente ti entra in casa la testa ti va in tilt. Hai paura".
E a proposito dei costi legali, sostenuti per il procedimento penale, al termine del quale è stato assolto, aggiunge: "Io ho dovuto sborsare novemila franchi per l'avvocato”.
Quella di Ghiringhelli, per Marcacci è “una rivendicazione legittima, che oggi, con quello che succede in giro, ha sempre più senso”.
Era una sera di giugno del 2005 quando i fratelli Alberto e Giordano Orbani fecero irruzione armati nel negozio di Brissago. "Mi diedero delle botte da orbi –ricorda Marcacci nell’intervista -. Se chiudo gli occhi, sento ancora i colpi. Mi stavano massacrando”.
Così l’uomo impugnò un coltello e colpì Giordano Orbani, che morì poco dopo accasciandosi a terra mentre tentava di fuggire. “Io ci penso ancora oggi al ragazzo che ho ammazzato – conclude -. E penso anche alla disperazione di sua madre. Però capisco chi uccide per legittima difesa ".

 

 

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