Il sequestro è stato effettuato dalla Squadra Mobile di Milano nel Varesotto. Gli inquirenti erano sui passi del gruppo di pericolosi pregiudicati da un mese, fondamentale la collaborazione tra le forze dell'ordine per il loro arresto

VARESE – Che i malviventi che si preparavano ad assaltare il furgone portavalori a Castelrotto, lo scorso 16 ottobre, erano tutt’altro che un gruppo improvvisato era stato chiaro fin da subito. Per le autorità si trattava di un vero e proprio commando di pericolosi pregiudicati. Impressione confermata dai sequestri effettuati nel Varesotto nel corso dell’indagine che ha poi portato all’arresto dei sei in Ticino (vedi suggeriti). Kalashnikov, mitra, pistole e perfino una bomba a mano funzionante, questo l’arsenale intercettato dalla Squadra Mobile di Milano, come riferisce oggi l’Ansa.
Arsenale che si aggiunge alle varie armi, e al jammer (strumento per bloccare telefonini e GPS), con cui i sei malviventi si erano presentati a Castelrotto per effettuare il colpo, che, secondo gli inquirenti, avrebbe portato anche al sequestro di persona.
Gli uomini, ricordiamo, tutti ultraquarantenni quattro dei quali residenti nel Milanese e due nel Varesotto, sono stati fermati grazie alla collaborazione tra le forze dell’ordine italiane e cantonali. Un settimo arresto, inoltre, era avvenuto contemporaneamente in Italia.