Il pescivendolo aveva ottenuto la licenza edilizia. Ma sono arrivati due ricorsi. E il Consiglio di Stato non ha concesso l'effetto sospensivo, ordinando la chiusura del negozio

LOCARNO - Diciamo subito che Roy Lawrence ha sbagliato. Non avrebbe dovuto aprire la sua pescheria in via Varenna a Locarno – l’unica della città - prima che la relativa licenza edilizia fosse cresciuta in giudicato, come si dice in termini giuridici. Prima, cioè, che fosse definitiva e al riparo da qualsiasi ricorso.
Diciamo anche subito che, raccontando la sua storia, non intendiamo mettere in discussione il principio della “certezza del diritto”, e nemmeno il detto “la legge non ammette ignoranza”. Dura lex, sed lex, dicevano i latini. E puoi farci poco o nulla.
Sta di fatto che, dopo tre mesi di avviamento del suo negozio, e dopo considerevoli investimenti in impianti, banconi e refrigeratori, Roy, che è originario dello Sri Lanka ma vive a Intragna, è costretto a chiudere i battenti. Venerdì pomeriggio della scorsa settimana, la Polizia comunale gli ha intimato l’ordine perentorio.
La vicenda è giuridicamente complessa e la riassumiamo brevemente semplificandola: nonostante il pescivendolo avesse tutti i permessi in regola per aprire il suo negozio – dove in precedenza c’era un parrucchiere -, due inquilini che abitano nel condominio che si trova sopra la pescheria hanno ricorso contro la licenza (concessa a inizio settembre e notificata all'amministrazione dello stabile un paio di settimane dopo), sostenendo che quell’attività commerciale causa disagi e cattivo odore.
Due soli inquilini su otto la pensano così, ma bastano e avanzano. E il Consiglio di Stato ha negato l’effetto sospensivo chiesto dal legale di Lawrence, intimando la cessazione immediata dell’attività. Per il pescivendolo è stata una doccia fredda.
Ora l’avvocato ricorrerà al Tribunale amministrativo, ma campa cavallo… Roy Lawrence si trova nell’impossibilità di lavorare e rischia di perdere i molti clienti (anche ristoranti) che aveva faticosamente conquistato in questi mesi proponendo - parola di chi l’ha provato - pesce freschissimo e servizio impeccabile a prezzi onesti.
“Questa decisione – sostiene il legale di Lawrence – è abbastanza sorprendente perché di fatto vieta l’esercizio di un’attività che è già stata autorizzata dal Comune, anche se la licenza edilizia non è ancora cresciuta in giudicato. D’altra parte, lo stesso Comune di Locarno nelle proprie osservazioni, ribadisce quanto da noi sostenuto, ossia che non vi sono motivi legati alla legge edilizia per negare la licenza e che tutti gli argomenti di controparte sono relativi al diritto privato”.
Comunque sia, il Consiglio di Stato ha deciso e la pescheria non può riaprire, almeno per ora. D’altra parte Lawrence non può permettersi una chiusura temporanea e chiede comprensione. Un compromesso ragionevole che potrebbe scaturire dalla riunione condominiale convocata per domani sera.
“Chiedo almeno il tempo – dice in tono molto preoccupato - per trovare un altro locale adatto alla mia attività senza essere costretto a chiudere, cosa che mi causerebbe un grave danno economico”.
emmebi