CRONACA
La direttrice della Vanini difende lo studio dell'IRE sul mercato del lavoro. Ma a qualcuno vanno di traverso i "frontalieri alla mostarda". Lettera aperta a Beatrice Fasana sull'entrata dell'ufficio stranieri di Lugano
Lo scritto è stato rimosso questa mattina dalla polizia

LUGANO - Non hanno usato lo spray ma (educatamente) carta e penna (e un po’ di nastro adesivo), e hanno scritto una breve “lettera aperta” a Beatrice Fasana: “Cara Beatrice Fasana, provi a vivere lei sotto assistenza e non riuscire ad arrivare a fine mese, poi vediamo se è ancora orgogliosa dei suoi 90% di frontalieri”.

Lo scritto era ben visibile, questa mattina, all’entrata del servizio regionale degli stranieri, in via Balestra a Lugano. È poi stato rimosso dalla polizia.
Accanto al cartello principale ce n’era un secondo: “Stop ai frontalieri, diamo spazio ai residenti”.

Sono trascorsi alcuni giorni da quando la signora Fasana, direttrice della Sandro Vanini - azienda specializzata nella produzione di mostarde di frutta e altri alimenti sciroppati –, si è inalberata contro coloro che criticavano l’ormai famoso studio dell’IRE sul mercato del lavoro. Lo ha fatto con uno scritto al vetriolo pubblicato su Opinione Liberale. Eccone alcuni passaggi:

“Sono assolutamente sempre più dell’opinione che i modi e i toni utilizzati nell’iraconda reazione di esponenti di spicco della politica “champagne” di questo Cantone siano da totalitarismo non scevro di contenuti del lontano Fascio ma dai metodi piuttosto della STASI o dell’Oscurantismo”.

La Sandro Vanini “occupa da sempre quasi il 90% di manodopera frontaliera”.
La ricerca del personale è dettata “unicamente da criteri di competenza”, perché “il mercato è davvero “a secco” in taluni settori, di forza lavoro specialistica svizzera. E quindi ecco la necessità di aprire il ventaglio di candidature che fortunatamente (per noi) o purtroppo (per i politici insorti) ci “piovono” dal cielo dai paesi limitrofi”.
“In contrapposizione agli urlatori occupanti di cadreghini c’è chi fa impresa e costruisce la ricchezza di questo Cantone. Gli imprenditori ticinesi, io per prima, senza la risorsa del frontalierato avrebbero enormi difficoltà a fare impresa. Ma quindi a che serve urlare così tanto? Ah già, a vincere le elezioni”.

Ma questo accadeva prima che il ricercatore della SUPSI (nel cui Consiglio di amministrazione siede anche la signora Fasana) facesse accademicamente le pulci allo studio sfornato dall’Istituto diretto da Rico Maggi.
Chissà se oggi…

emmebi

 

 

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