Il giovane, già espulso dall’Italia a inizio 2015, era salito alla ribalta per la sua partecipazione a una puntata di Falò in cui aveva dichiarato apertamente la propria simpatia per il Califfato. Il divieto di entrata nel Paese arriva da Berna

BELLINZONA – La revoca del permesso B per ragioni di ordine pubblico a Oussama Khachia è ora effettiva: non potrà più mettere piede in Svizzera per i prossimi 10 anni. Lo riporta il Giornale del Popolo.
Il trentenne di origine marocchina si era fatto conoscere per la sua partecipazione a una puntata di Falò, in cui aveva dichiarato apertamente, come musulmano, le proprie simpatie per il Califfato. Dichiarazioni che avevano suscitato reazioni indignate, anche da parte della politica.
Khachia era infatti stato espulso dall’Italia, dove aveva vissuta per oltre 20 anni, all’inizio del 2015, ritenuto una “minaccia per lo Stato” per aver fatti propaganda in favore dell’IS. Il trentenne si trovava in quel momento a Casablanca, in Marocco. Nei mesi seguenti era poi giunto in Ticino ottenendo un permesso B, in quanto sposato con una donna dalla doppia cittadinanza (svizzera e italiana).
Permesso che gli è poi stato revocato dal Dipartimento delle Istituzioni, attivando la procedura di espulsione dal suolo elvetico. Contro questa decisione Khachia aveva presentato un ricorso al Consiglio di Stato. Ma l’Esecutivo, in settembre, ha confermato la decisione della Sezione della popolazione di ritirargli il permesso.
Una decisione, quest’ultima, contro cui non è stato presentato alcun ricorso al Tribunale cantonale amministrativo e, scaduti i 30 giorni previsti, è diventata ora effettiva.
Il divieto di entrata nel Paese per i prossimi dieci anni, specifica il GdP, è arrivato da Berna e in particolare dall’Ufficio federale di polizia. La moglie, riporta infine il giornale, vive tutt’ora in Ticino, mentre di Oussama Khachia si sono perse le tracce.