Il coordinatore della Lega: "I licenziamenti si affrontano con tatto, avvicinando le persone interessate con calma, non si fanno epurazioni in batteria"
LUGANO - “I dirigenti della RSI si confermano dilettanti allo sbaraglio”. Durissimo il giudizio del coordinatore della Lega, Attilio Bignasca. Il Corriere del Ticino ha chiesto ad alcuni politici cosa pensano del “caso licenziamenti” emerso in seguito alle discutibili modalità adottate.
“Non si fa così – aggiunge Bignasca -. I licenziamenti si affrontano con tatto, avvicinando le persone interessate con calma, prendendo il tempo che serve, non si fanno epurazioni in batteria con un calcio in quel posto. Ma dove siamo?”.
Duro anche il giudizio di altri dirigenti di partito, da Fiorenzo Dadò a Piero Marchesi, mentre merita una segnalazione quello di Igor Righini, neo presidente del PS, partito in cui si riconosce il direttore della RSI Maurizio Canetta…
“Non c'è imbarazzo – dice -. Siamo preoccupati per i dipendenti toccati dalle misure e per il clima di lavoro all'interno della RSI. C'è realismo e la necessità di fare un'analisi oggettiva. Tra l'altro Canetta mi risulta si sia spiegato e poi ha fatto ammenda. Quando si colpiscono le persone con metodi lesivi della loro dignità come in questo caso, è intollerabile. E questo non vale solo per la RSI”.