Il 75% delle persone menzionate nei media è di sesso maschile. E altri dati confermano che nella rappresentazione di genere i mezzi di informazione sono ancora lontani dalla parità
BELLINZONA - Il Progetto mondiale di monitoraggio dei media (GMMP) si svolge ogni cinque anni dal 1995 e offre un’istantanea della rappresentazione di genere nei mezzi di informazione. Le tre principali regioni linguistiche hanno partecipato anche nel 2015 a questa indagine mondiale sotto l’egida della Conferenza Svizzera delle Delegate alla Parità fra donne e uomini (CSDP). L’indagine consiste nell’analisi di una selezione di giornali, emissioni radiofoniche e televisive e, per la prima volta, di informazioni trasmesse via internet e Twitter. Banca dati
Il 25 marzo 2015 è stato scelto a livello mondiale come giorno di riferimento per esaminare i mezzi di informazione. In Svizzera sono stati analizzati 20 quotidiani, 3 emissioni televisive, 3 emissioni radiofoniche, 9 siti internet e 9 profili Twitter. Complessivamente sono state analizzate 514 notizie, in cui apparivano 1051 persone, realizzate da 582 professionisti (-e) dei media.
Risultati principali
Il 75% delle persone menzionate nei media è di sesso maschile.
I risultati variano secondo i mezzi di informazione: se nella stampa scritta tradizionale le donne sono poco menzionate, la situazione è leggermente migliore nei media elettronici, mentre su Twitter si riscontra una sostanziale uguaglianza di presenza maschile e femminile.
I risultati variano secondo le regioni linguistiche: la presenza di donne nei media della Svizzera romanda è maggiore rispetto a quella riscontrata in Ticino e nella Svizzera tedesca.
Più dei due terzi di tutte le notizie sono redatte da uomini; una proporzione maggiore rispetto al 2010.
I risultati variano fortemente sia all’interno della stampa scritta che di quella elettronica.
La proporzione di giornaliste donne si attesta al 30%, diminuendo così di 5 punti
percentuali rispetto al 2010.
Le giornaliste non menzionano più spesso le donne rispetto ai loro omologhi maschili. Le donne sono meno frequentemente il soggetto della notizia, sono sotto-rappresentate nelle notizie politiche ed economiche, così come nel ruolo di esperte o commentatrici. Al contrario, le donne sono sovra-rappresentate nelle rubriche dedicate a celebrità, sport, famiglia e sondaggi d’opinione. Questa tendenza si è rafforzata rispetto al 2010.
L’età delle donne presenti nei media è menzionata più frequentemente rispetto a quella degli uomini.
Le donne citate sono spesso presentate come persone senza attività lavorativa, anche se in Svizzera si trova una proporzione di donne lavoratrici superiore alla media mondiale.
Soltanto nel 3% delle notizie viene presentata una ripartizione dei ruoli fra i sessi atipica. Nel 97% dei casi è invece veicolata un’immagine tradizionale dei ruoli maschili e femminili.
Il 6% delle informazioni tratta il tema della parità fra i sessi.
I risultati del 2015 non solo confermano che i mezzi d’informazione veicolano un’immagine tradizionale dei generi, ma mostrano anche che dal 2010 la situazione è peggiorata. Gli uomini sono più spesso soggetto, attori o esperti nel settore economico e politico, mentre le donne sono più frequentemente associate alla sfera familiare o menzionate in quanto celebrità.
La diminuzione della percentuale di donne giornaliste merita senza dubbio una riflessione, così come il divario fra l’alto tasso di occupazione femminile in Svizzera e la debole presenza nei media di donne attive professionalmente.
Il Progetto mondiale di monitoraggio dei media (GMMP) e la Svizzera L’uguaglianza di genere nei mezzi di informazione figura tra i 12 obiettivi strategici individuati dalla Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne di Pechino (1995). I media e i (- le) giornalisti (-e) svolgono un ruolo centrale nella trasmissione del concetto di parità fra i sessi e nel superamento degli stereotipi legati ai ruoli tradizionali di donne e uomini e hanno una responsabilità al riguardo.
Dal 1995, un’indagine mondiale ha luogo ogni cinque anni su iniziativa dell’Associazione mondiale per la comunicazione cristiana (WACC) al fine di misurare i progressi realizzati. Attualmente, 114 Stati partecipano al progetto e la Svizzera vi partecipa per la seconda volta dopo l’edizione 2010. Nel giorno di riferimento, i mezzi di informazione sono analizzati sul piano quantitativo e qualitativo seguendo un elenco di domande e un sistema di codifica. La Svizzera si è impegnata, tramite la sua Costituzione federale e la ratifica di alcune convenzioni internazionali, a eliminare tutte le forme di discriminazione basate sul genere. Le convenzioni internazionali ratificate dalla Svizzera evidenziano l’importanza che ricoprono i media nei progressi da realizzare per fare evolvere la società.
Il rapporto aggiuntivo svizzero al GMMP 2015 è stato promosso dalla Conferenza Svizzera delle Delegate alla Parità fra Donne e Uomini (CSDP), che prende atto con preoccupazione dei risultati. Questo rapporto mostra, infatti, che le rappresentazioni basate su stereotipi dei ruoli sociali di donne e uomini sono ancora fortemente diffuse dai media. Si perde così l’occasione di contribuire al cambiamento e alla parità di genere. La CSDP invita le case editrici e i (-le) giornalisti (-e) a fare uno sforzo alfine di riequilibrare la presenza di donne e uomini nelle redazioni e nei media ed assumere le proprie responsabilità. Il rapporto completo è consultabile all’indirizzo www.equality.ch.